Atomic Rooster tour italiano – Prog Italia 51 e la discografia 1969-1983

Gli Atomic Rooster, la band che fu di Vincent Crane, talentuoso tastierista inglese (scomparso suicida nel 1989) sono tornati in Italia per alcuni concerti inseriti nel tour europeo.

NOVEMBRE

23 BERGAMO – IL DRUSO

24 ROMA – CROSSROADS

25 LUGAGNANO/VERONA – IL GIARDINO


Estratto dell’articolo sulla discografia targata Atomic Rooster, da Prog Italia 51, in edicola dal 20 novembre. Articolo curato da Giovanni Loria

LA MORTE TI CAMMINA ALLE SPALLE
Il tastierista Vincent Crane, uno dei più oscuri talenti della scena inglese di fine anni Sessanta, nel 1969 forma gli Atomic Rooster. Di seguito vi presentiamo la discografia del gruppo (1969-1983), sospesa tra dark prog e fremiti hard & heavy.

Agosto 2023. Il vostro solerte cronista si inerpica con la sua utilitaria sino ai mille metri di Cercemaggiore, ridente borgo medievale nel cuore del Molise, perché l’occasione è davvero imperdibile. C’è infatti un raduno motociclistico che, fra le mille attrazioni, prevede la consecutiva esibizione dei leggendari Animals, oggi arroccati attorno alla figura del batterista originale John Steel; dei gloriosi Nazareth, che attendevo con pazienza da quando, nel 1985, annullarono all’ultimo momento il previsto concerto capitolino; e soprattutto degli Atomic Rooster, di cui avevo ancora negli occhi una magnifica apparizione in Belgio di qualche anno prima. Ancora guidati da due membri storici, il cantante Pete French e il chitarrista Steve Bolton. I Rooster non deludono gli astanti, rinvigoriti dal sangue giovane del talentuoso tastierista (Adrian Gautrey) e della rinnovata sezione ritmica (Shug Millidge al basso e Paul Everett alla batteria), con una fiammeggiante esecuzione di tutti i loro classici degli anni che furono. Al ritorno a Roma, la consueta chiacchierata informale con il “maestro di cerimonie” Guido Bellachioma si risolve in modo inevitabile: “Guido, è arrivato il momento di raccontare sulle pagine di «Prog» le gesta di questa grande band!”.

Nel 1969, l’inquieto Arthur Brown decide di mettere fine all’esperienza del suo Crazy World, un ensemble che al di là di un unico album e di un pugno di 45 giri, fra i quali il più fortunato è il gettonatissimo Fire, spintosi addirittura al primo posto delle classifiche di vendita britanniche, si è fatto notare soprattutto per l’eccitante connubio fra una psichedelia decisamente robusta e l’immagine di scena, legata agli inquietanti travestimenti del leader e a un palco addobbato con ogni genere di armamentario kitsch. Vincent Crane e Carl Palmer, che del “Pazzo Mondo” di Brown erano stati i principali architetti sonori, alle prese rispettivamente con tastiere e batteria, scelgono di proseguire assieme in un nuovo progetto che possa in qualche modo far rivivere le geniali intuizioni della navicella madre. Nascono così gli Atomic Rooster, completati dal giovane bassista e cantante Nick Graham.

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