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Il libro PROG 50 anche in versione inglese con prefazione di Peter Gabriel

  • by Guido Bellachiona
  • 11 Days ago

Riceviamo da Maurizio Galia, responsabile del progetto Prog 40, oggi Prog 50

La prima edizione, ormai dieci anni fa, è stata un successo, apprezzata dagli appassionati e da tanti neofiti. Il libro è mio come progetto, ma sono da ricordare i fondamentali apporti di Donato Zoppo, Franco Vassia, Giuseppe Di Spirito, Claudio Aloi e Roberto Vanali. È stato il primo libro a trattare la storia del progressive rock dagli inizi sino ai giorni nostri. Sono presenti artisti di tutti i continenti, non solo europei e anglosassoni.
Di Spirito, Vanali e Zoppo hanno una grande collezione e sono preparatissimi. Ma debbo ringraziare anche l’apporto di Mauro Moroni, titolare della Mellow Records e proprietario di oltre cinquantamila dischi che mi ha compilato un elenco di artisti di cui nemmeno io conoscevo l’esistenza. Siamo partiti da quelli.

Adesso ci sono le due nuove edizioni con copertine diverse e il nome di Peter Gabriel in evidenza come autore della prefazione. Il cambio del titolo è evidente: sono passati dieci anni dalla lavorazione al primo libro e non potevo ripetere l’edizione come quarantennale. Riguardo alla presenza di Peter Gabriel invece il discorso è più lungo. Nel 1997 Peter mi scrisse complimentandosi per un progetto di merchandising che gli avevo proposto: pupazzetti con la sua immagine e un gioco ispirato al Risiko in versione pacifica. Lui avrebbe appoggiato il tutto. Purtroppo, dopo tanti contatti ad alto livello con fabbriche costruttrici l’operazione naufragò. I pupazzetti e il mock-up del gioco li ho donati all’Associazione Rock! di Napoli, io ne ho guadagnato un premio agli MTV Awards del 2001 a Frankfurt AM in Germania. Ho sempre mantenuto i contatti con Peter e l’ho visto tre volte durante i suoi tour dello scorso decennio. Infine, l’incontro decisivo prima del concerto a Torino, novembre 2014: gli ho dato una copia di PROG 40 chiedendogli se potevo avere la sua prefazione nella nuova edizione, che sarebbe stata pubblicata per la prima volta in inglese. Mi disse di sì. La gioia vera fu quando arrivò un fax dove mi confermava la prefazione e mi chiedeva un plico con il libro in traduzione. Ero al settimo cielo!

Peter è un artista che guarda sempre avanti. Il mio libro gli è piaciuto perché non presenta il prog come revival del passato, ma che si rinnova senza chiudersi dentro schemi rigidi.

Il progressive era anche musica sperimentale agli inizi. I Kraftwerk sono partiti dalla sperimentazione elettronica per poi inventare il Techno Pop. Gli Smashing Pumpkins hanno toccato il prog solo con un disco, ma un gran bel disco! E i Radiohead hanno stabilito sonorità che fanno scuola da vent’anni.

Nuova versione? L’editore è stato chiaro: voleva diversificare le due edizioni ed io ero d’accordo. Ho fatto due illustrazioni diverse per la copertina e ho rimosso la bibliografia italiana tra le pagine inglesi. Ho avuto così lo spazio per aggiungere schede all’ultimo capitolo dedicandole a quei dischi che abbiamo ritenuto fondamentali, anche se sono opere che “sfiorano” il prog. Ultravox, The Muse, Alan Parsons Project Led Zeppelin, Deep Purple e la trilogia berlinese di David Bowie, che secondo me, è tra le pietre miliari del prog. Peter Gabriel lesse le prime sessanta pagine e ci consigliò di curare molto l’accessibilità della lettura in inglese. Le traduzioni sono di Christine Colomo, professionista madrelingua, che si è appassionata alla musica e al progetto facendo un ottimo lavoro.

Ci sono molti aneddoti nel libro e alcuni di questi sono leggibili nelle prime pagine. Lasciamo al lettore il piacere di scoprirli.

 

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