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Rock Progressivo Italiano. Venerdì 15 presentazione alla libreria-caffè Lo Yeti al Pigneto, Roma

  • by Guido Bellachiona
  • 9 Days ago

VENERDÌ 15 GIUGNO 2018 ORE 18,30 presso la libreria caffè LO YETI (via Pesaro ang. via Perugia 00176 Roma – info 06 702 5633)

Francesco MIRENZI presenta ROCK PROGRESSIVO ITALIANO. Relatore Guido BELLACHIOMA – DJSet POLG (Assalti Frontali)

L’edizione originale del libro Rock progressivo italiano di Francesco Mirenzi risale all’aprile 1997 e oggi viene stampato in una nuova veste da Derive e Approdi. L’autore lo presenta: “È diviso in due parti. La prima racconta come è nato e che cosa è stato quello che in Italia inizialmente venne chiamato pop, ma che qui verrà sempre definito rock progressivo. Si parte con una carrellata storica sugli avvenimenti salienti che hanno caratterizzato gli anni dal 1968 al 1979. Si prosegue con una cronistoria dei concerti e dei raduni che, sotto la spinta dei Festival di Woodstock e dell’isola di Wight, si moltiplicarono nel nostro paese, dove l’unico concetto esistente era quello di ‘serata’. Per meglio entrare nell’atmosfera di quegli anni, sono stati riportati articoli, interviste e recensioni di concerti delle maggiori riviste musicali dell’epoca, come «Re Nudo», «Muzak», «Gong», «Ciao 2001» e «Popster», oltre che da libri ormai introvabili, come alcuni di Stampa Alternativa. Per avere maggiore chiarezza e una visione diversa del fenomeno, è stato chiesto ad alcuni dei protagonisti del circuito alternativo di raccontare la loro esperienza circa i concerti, la commistione fra musica e politica, e degli immancabili scontri. La seconda parte è dedicata ai gruppi. Nel 1996 sono stati intervistati i musicisti che parteciparono alla costituzione delle band trattate (Orme, Aldo Tagliapietra; PFM, Franco Mussida; Banco del Mutuo Soccorso, Gianni Nocenzi; Area, Giulio Capiozzo; Canzoniere del Lazio, Piero Brega; Perigeo, Giovanni Tommaso; Osanna, Lino Vairetti; Balletto di Bronzo, Gianni Leone; Alan Sorrenti; Formula Tre e Il Volo, Alberto Radius) affinché raccontassero in prima persona quali furono le scintille, gli input che diedero il via al rock Made in Italy. Gli avvenimenti, i fermenti e le curiosità che hanno dato vita a un periodo – purtroppo spesso ignorato o ricordato solo per gli ‘anni di piombo’ – ma importantissimo per il nostro sviluppo musicale italiano. Inoltre è stato contattato il maestro Luis Bacalov affinché raccontasse come nacquero i dischi che realizzò con New Trolls (Concerto grosso 1&2), Osanna (Milano Calibro 9) e Rovescio della Medaglia (Contaminazione). Per il compianto Demetrio Stratos il racconto è stato realizzato tramite il montaggio di alcune sue interviste. È stato poi ricordato da amici, musicisti e critici musicali (tra cui Gino Castaldo, Maurizio Giammarco, Pasquale Minieri, Mauro Pagani, Claudio Rocchi, Michele Zarrillo). Infine: le note di copertina che scrisse per Metrodora e la sua ultima intervista. Anche nella seconda parte, per riportare l’atmosfera di quegli anni, i racconti dei protagonisti sono stati arricchiti con stralci di libri, articoli, interviste e recensioni di dischi delle maggiori riviste musicali, e note di copertina degli album dell’epoca. È bene chiarire che non vengono trattati tutti i gruppi italiani che si sono mossi nell’ambito del progressive italiano, ma solo quelli più importanti e che per primi hanno intrapreso strade musicali mai battute in precedenza. Anche in questo caso l’indagine è centrata sulle produzioni degli anni Settanta tralasciando quelle successive che non avreb- bero aggiunto nulla alla comprensione del fenomeno musicale. Infine una curiosità: la posizione in classifica e le settimane di permanenza dei 45 e 33 giri dei gruppi più importanti del rock progressivo italiano. In appendice, Guido Bellachioma, il critico musicale più quotato del settore, direttore della rivista «Prog Italia», presenta Quando raro è bello, disamina dei cento Lp fra i più significativi e rari degli anni ’70 e la discografia selezionata degli anni ‘80 e ‘90. Mentre Franco Brizi, storico collezionista specializzato nel genere, stila la lista dei cento dischi che, a oggi, sono considerati i più rari della storia del rock progressivo italiano. Dopo i pantaloni a zampa d’elefante e le scarpe con la zeppa, la speranza è che venga riscoperta anche la musica di quegli anni, ancora oggi attuale e ricca di fascino.

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