Jon Hiseman RIP (21 giugno 1944-11 giugno 2018)

  • by Guido Bellachiona
  • 2 Months ago

Una morte che ci addolora più di tante altre

Testo: Guido Bellachioma

Il mio cuore è triste perché alle 3.55 dell’11 giugno 2018 si è spento a Londra, città dove era nato, Phillip John Hiseman, grande batterista (Colosseum, Graham Bond, John Mayall, Colosseum, Tempest, Colosseum II, JCM, etc) e persona gentile. In pochissimo tempo un bruciante tumore al cervello l’ha portato via in modo subdolo mentre Jon aveva appena iniziato il tour coi suoi nuovi JCM, insieme a Mark Clarke al basso e Clem Clemson alla chitarra,  antichi compagni nei Colosseum. Lo avevo  il 7 aprile per una seconda intervista, dopo quella apparsa nel numero 10 di Prog Italia (gennaio 2017) e lui, disponibile come sempre, mi aveva dato il numero per chiamarlo al telefono mentre era in tour coi JCM… mi dispiace moltissimo: non ho fatto in tempo.
Di seguito la mia intervista a Jon da Prog Italia… dove racconta tante storie, sin dalla scelta del nome Colosseum proprio a Roma davanti al Colosseo.

 

La magia di una batteria d’altri tempi!

 Phillip John Hiseman, londinese, classe 1944, al secolo Jon, è uno dei batteristi più amati e rispettati nel mondo. Il cuore dei suoi Colosseum ha smesso di pulsare il 28 febbraio 2015… ultimo concerto allo Shepherd’s Bush Empire di Londra…

 Non aveva voglia di smettere, Jon, la musica fa parte della sua vita da sempre, ma Barbara Thompson, sassofonista dei Colosseum e jazzista di livello internazionale, sua compagna dal 1964, è gravemente ammalata (morbo di Parkinson) e lui non vuole lasciarla da sola a combattere. Barbara era con lui a Roma in due occasioni speciali: quando Jon decise di abbandonare i Bluesbreakers di John Mayall e scelse il nome della band nel 1968, poi all’arrivo della notizia della morte di Dick Heckstall-Smith, in un giorno di pioggia intorno al Colosseo…

La batteria di Jon non ha scandito solo il tempo in opere importanti della musica degli ultimi cinquant’anni… Graham Bond, Jack Bruce, John Mayall, Colosseum, Tempest, Colosseum II, Dave Cousins e tanti altri. Noi lo abbiamo contattato a Londra per farci raccontare un po’ di storie… queste…

 

Per prima cosa possiamo avere notizie sulla salute di Barbara Thompson?

Barbara è affetta dal morbo di Parkinson, diagnosticatole nel 1997, che è una condizione neurologica in progressivo peggioramento e al momento senza cura. A partire da metà del 2015 ha dovuto rinunciare a suonare perché non poteva più controllare l’imboccatura del sassofono, tuttavia continua a scrivere composizioni di musica classica. Lei ha un sito web, www.barbara-thompson.co.uk, dove chiunque può registrarsi e scaricare gli spartiti delle sue composizioni, così come ascoltarle in mp3 nella maggior parte dei casi. Barbara continua a lavorare molte ore al giorno per combattere con forza questo “diavolo”. Ha una grande forza interiore…

 

Chi è Jon Hiseman?

Questa è una buona domanda ma non sono sicuro di avere la risposta giusta. J Se intendi cosa faccio del mio tempo ti rispondo così… dirigo uno studio di registrazione, abbastanza grande da poter contenere venti musicisti, dove il nostro originario sistema Pro Tools TDM è stato aggiornato al nuovo Avid HDX. Alla fine di ottobre 2016 è uscito l’album RUBY & ALL THINGS PURPLE di Andy Scott + Group S, che ho registrato, mixato e dove ho suonato insieme a Barbara; il gruppo è composto da nove sassofonisti e quattro altri fantastici artisti (tastiere, batteria, chitarra, basso), gli orizzonti sono aperti e attraversano il jazz rock più puro per arrivare alla musica classica. La battaglia di Barbara contro il Parkinson mi ha reso molto attento all’assistenza verso gli altri. In una vita lunga è quasi inevitabile che a un certo punto uno dei partner si trovi a badare all’altro. Sono stato recentemente a Barcellona per partecipare a tre workshop per professionisti dell’assistenza sanitaria, ne avevo già frequentati in America e in altre parti d’Europa. Mi chiedono continuamente se i Colosseum o i Paraphernalia risuoneranno mai insieme… ma in questo momento la mia risposta è no, semplicemente non è possibile. Conosco da tanto tempo gli altri membri di queste band, non posso negare che mi piacerebbe viaggiare di nuovo insieme ma non posso abbandonare Barbara al proprio destino mentre io girovago intorno al mondo. C’incontrammo nel 1964 e ci sposammo nel 1967. Non ha preso questa malattia solo lei… l’abbiamo contratta entrambi, insieme dobbiamo combatterla… e penso di aver detto abbastanza…

 

Qualche appunto su alcuni album che hai inciso…

John Mayall: BARE WIRES, 1968

Registrammo molto velocemente agli West Hampstead Studios della Decca. Ero entrato da più o meno tre giorni nel gruppo con solo un paio di concerti alle spalle. Il brano Fire ha una storia interessante: John disse che stava andando a suonarmi qualcosa in cuffia, che avrei dovuto improvvisare alla batteria su quanto ascoltato. Rimasi sorpreso quando mi accorsi che nella mia cuffia scorreva un nastro registrato sotto il suo letto… mentre aveva un rapporto molto “focoso” con una giovane ragazza svedese! Alcune chitarre furono aggiunte dopo. John era pronto a pubblicarla nella sua “gloria“ selvaggia ma la casa discografica pretese che i rumori di John, della svedese e del letto cigolante fossero abbassati, fino al punto che non l’avresti mai sentiti se non avessi già saputo cosa cercare. In ogni caso voi ora lo sapete. J

 

Jack Bruce: THINGS WE LIKE, 1968

Esperienza veloce. John McLaughin arrivò a Londra (35 Portland Place, studi IBC davanti alla BBC) col più piccolo amplificatore per chitarra che avessi visto sino a quel momento; alzò talmente il volume che quasi lo distrusse, anche se produsse un suono meraviglioso. Non avevo ascoltato THINGS WE LIKE per alcuni decenni… così ho dovuto ritirarlo fuori per capire cosa avessimo fatto.

 

Jack Bruce: SONGS FOR A TAYLOR, 1969

Lo registrai con la mia piccola e bellissima Gretsch in acero naturale, cassa da 18 pollici, tom da 12×8 e 14×14, rullante Ludwig 400 dei primi anni 60 in ottone, che ho ancora. Come abbia potuto venderla nei primi anni 70 è davvero un mistero. Forse ero diventato pazzo. Never Tell Your Mother When She’s Singing Out Of Tune, la canzone d’apertura, richiese molto tempo per l’incisione. George Harrison ascoltò bene la canzone prima di capirne la struttura e trovare il feeling giusto. Cominciammo a registrare verso mezzogiorno e terminammo alle prime luci della mattina successiva… solo per completare quel brano! In ogni caso ne è valsa la pena, questo è uno di quegli album in cui ho suonato che mi rende ancora felice ascoltarlo. Jack è stato uno dei più grandi musicisti con cui abbia lavorato. Non sono presente in Rope Ladder To The Moon, una delle due canzoni tratte da SONGS che i Colosseum suonavano [l’altra è Theme For An Imaginary Western, nda]. In realtà la suonai, era, se non ricordo male, più jazz di quella pubblicata, però, dopo che l’album era completato, Jack decise di ri-registrare questa canzone, ma quando mi contattò per tornare in studio ero già fuori in tour. Il mio amico John Marshall (Nucleus, Soft Machine) mi sostituì efficacemente. La parte batteria coi Colosseum si basa sulla mia versione originale.

 

Colosseum: THOSE WHO ARE ABOUT TO DIE, 1969

Registrato ai Lansdowne Studios di Londra, vicino Marble Arch [dove incisero, tra gli altri, anche gli Strawbs – GRAVE NEW WORLD – gli Uriah Heep – da VERY HEAVY VERY UMBLE a parte di RETURN TO FANTASY – i Queen – A NIGHT AT THE OPERA – Ian Carr dei Nucleus – BELLADONNA, nda]. In quello studio avevo già partecipato a un paio di album con Mike Taylor [pianista jazz inglese, morto nel 1968, con cui Hiseman lavorò insieme a Tony Reeves, futuro bassista dei Colosseum, e a Jack Bruce, nda], non amavo il suono della batteria in quel posto perché veniva ripresa in una cabina separata e con un tetto sopra. Allora la tecnologia delle cuffie per registrare era limitata, ebbi un sacco di problemi per ascoltare il resto del gruppo. Noi registravamo con un otto piste, una vera e propria meraviglia tecnologica, potevamo suonare tutti insieme, quasi come fossimo dal vivo; dopo aggiungemmo solo la voce e qualche sovraincisione di chitarra. A parte le canzoni che abbiamo suonato fino alla fine dei Colosseum non ricordo molto di quello che c’è sull’album. Non l’ho ripreso in mano per molti anni, davvero tanti, così è un altro lavoro che dovrò riascoltare bene.

 

Colosseum: VALENTYNE SUITE, 1969

VALENTYNE rappresenta tutti i problemi temporali tra la distribuzione europea e quella americana. Noi l’avevamo registrata e pubblicata in Inghilterra ma, al momento della messa in commercio negli Stati Uniti, avvenuta in ritardo, avevamo già realizzato altri brani. Gerry Bron, il nostro produttore [fondatore della Bronze Records, nda], pensando che questi fossero tra i nostri migliori di sempre, li mischiò, così negli Stati Uniti diventò THE GRASS IS GREENER, dove praticamente le composizioni sono nella sequenza in cui l’abbiamo sempre suonate dal vivo. La band all’epoca non le considerava così buone, infatti non furono mai pubblicate in Europa fino a THE COLLECTORS COLOSSEUM, nel 1971, in seguito alla nostra prima separazione.

 

Colosseum: DAUGHTER OF TIME, 1970

…realmente la nostra prima opera di studio, al momento della registrazione nessuna delle composizioni era mai stata eseguita dal vivo (eccetto, naturalmente, il solo di batteria). Tutto il materiale è stato scritto mentre cercavamo un sostituto di James Litherland alla voce; Paul Williams ci raggiunse e cantò una versione fantastica di Theme For An Imaginary Western, ma non poteva lasciare i Juicy Lucy, la band in cui cantava in quel momento. Dave Greenslade suggerì Chris Farlowe… quando cantò spazzò via semplicemente tutti gli altri…

 

Graham Bond: SOLID BOND, 1970

I miei brani, in altri tre c’era Ginger Baker, furono registrati live in una sessione continua, da mezzanotte alle sei agli Olympic Studios [Led Zeppelin, Beatles, King Crimson, Peter Gabriel, etc, nda] a Barnes, sobborgo di Londra. L’ingegnere del suono era Eddie Kramer, il cui nome rimane indissolubilmente legato a quello di Jimi Hendrix. Graham era davvero fuori di testa perché aveva appena avuto una crisi d’astinenza dall’eroina, stava cercando di smettere ma non poteva sopravvivere “pulito”… e prima che terminassimo di registrare era tornato a farsi. Una formazione comunque “pazzesca” con Jack Bruce, Dick Heckstall-Smith e John McLaughlin…

 

Colosseum: LIVE, 1971

I Colosseum suonarono al Circus Krone di Monaco alla fine del 1970 e un team italiano registrò, ovviamente a nostra insaputa, la serata e pubblicò il bootleg COLOSSAL LIVE. Ne giravano talmente tanti di bootleg, di livello audio orribile e con un sacco di rumore, oltre al fatto che nessuno di noi prendeva compensi, che andai dal nostro manager a chiedere di pubblicare anche noi un live… ma ufficiale! Lui non era d’accordo perché pensava che i dischi dal vivo non vendessero ma decise di aiutarci. Il resto è storia. Registrammo il primo concerto alla Manchester University e avemmo, prima di ritornare sul palco a eseguire il bis, un confronto infuocato nei camerini. Stormy Monday, il bis, non l’avevamo mai provato! Nonostante ciò la gente apprezzò entusiasticamente, eppure non riascoltammo i nastri, partendo dal presupposto che non ne valeva la pena per la scarsa qualità dell’esecuzione… decidemmo di registrare altri cinque concerti. Alla fine nessuno dei seguenti aveva il feeling adatto e stavamo per abbandonare il progetto, quando uno di noi suggerì di ascoltare il primo concerto “dimenticato”. Il risultato fu assolutamente sbalorditivo e quel giorno imparai una grande lezione… i musicisti hanno delle strane idee su quanto effettivamente succede sul palcoscenico, per questo motivo ci sono tanti artisti di successo che usano produttori per prendere decisioni al posto loro. Capii che per essere produttore del tuo lavoro devi imparare ad ascoltare da una prospettiva diversa. Questa concezione non mi ha mai abbandonato…

 

Dick Heckstall Smith: A STORY ENDED, 1972

Lo assemblammo al Manor Studio di Richard Branson, allora non ancora Mr Virgin Records! Era la sua prima iniziativa, veniva da Londra tutte le sere per mangiare con noi nella hall baronale. Il nostro ingegnere, Tom Newman, lavorava con noi tutto il giorno e dopo un break di un’ora iniziava la notte con un chitarrista sconosciuto… si trattava di Mike Oldfield e l’album da produrre era TUBOLAR BELLS! Oggi tutti sappiamo che quel disco divenne la base del successo di Branson. Tom, però, non poteva reggere quel ritmo e iniziò a stare davvero male, così, per sopravvivere, disse che non poteva continuare a occuparsi del missaggio di Dick… così, dato che non c’era nessun altro tecnico del suono al Manor, mi fece un veloce corso di missaggio su come ridurre tecnicamente le tracce da ventiquattro a due stereo e mi abbandonò a me stesso! Ascoltandolo oggi capisco che avevo molto da imparare ma comunque mi ha dato le prime basi per il mio lavoro parallelo in sala di regia, dato che ho registrato e missato più di 180 album e cinquanta show televisivi, pubblicità e un film.

 

Et Cetera: KNIRSCH, 1972

Registrammo agli studi MPS a Villingen in Germania, vicino alla Foresta Nera, nuovamente con la batteria in una piccola stanza, separata dal resto dello studio dalla serranda di un garage! Difficile capire cosa stesse accadendo, comunque era un grande piacere suonare con Wolfgang Dauner (tastiere), Larry Coryell (chitarra) e Fred Bracefull (batteria). Generalmente preferisco non suonare con altri batteristi, tranne che non siano molto diversi da me. Fred era un uomo meraviglioso e imparai un sacco di cose da lui. Un altro batterista con cui mi piace sperimentare è il figlio di Wolfgang, Florian. L’11 marzo suonerò nuovamente con Larry Coryell al Guitar Master Festival in Germania, supportato da Dave King al basso… sarà una grande riunione…

Dave Cousins: TWO WEEKS LAST SUMMER, 1972

Un altro album “dimenticato”, perché, come al solito, accadde tutto di fretta e la musica era tutta di Dave. Io suonai su quattro canzoni ma, devo ammettere, che mi piace l’accentuata passione espressa: la voce di Dave è così particolare, perfetta per questa musica tra folk e rock…

 

Tempest: TEMPEST, 1973

Mi piacque tanto lavorare coi Tempest, penso che le canzoni fossero belle, purtroppo non fu un successo commercialmente… faticai a lungo ma alla fine il crollo fu inevitabile. Allan Holdsworth si sentiva troppo limitato dalla musica e se ne andò: fece di testa sua riuscendo a diventare il più grande e sottovalutato eroe della chitarra.

 

Tempest: LIVING IN FEAR, 1974

Cercai di tenere in piedi i Tempest prendendo un altro eccezionale chitarrista: Ollie Halsall dei Patto. Mi piaceva suonare in trio [al basso Mark Clarke dei Colosseum, unico superstite della formazione precedente, dato che Halsall alla voce sostituiva anche Paul Williams, nda]. In questo album ebbi anche l’onore di lavorare con Geoffrey Emerick come tecnico del suono, colui che aveva collaborato coi Beatles su capolavori come SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND, WHITE ALBUM e ABBEY ROAD; quando i Beatles si sciolsero, Emerick fu ingaggiato per mettere in piedi l’Apple Studio direttamente da Paul McCartney, dato che erano diventati molto amici: scelse per lo studio una piastra EMT Echo, usata anche per Imagine di Lennon ma il progetto fu sopraffatto dalle divisioni tra gli ex Beatles e dai problemi economici; quando la sala chiuse, l’EMT fu venduta a Peter Gabriel. Nel 1982, l’anno in cui aprii il mio studio, la ricomprai da Peter che stava passando al digitale… ancora oggi lavora bene! Tornando alla realtà odierna, credo di aver fatto di tutto per far ottenere ai Tempest un qualsiasi tipo di riscontro ma non ci sono riuscito… è il mio più grande rimpianto artistico.

 

Colosseum II: STRANGE NEW FLESH, 1976

Trascorsi il 1975 cercando di mettere in piedi un gruppo con Gary Moore, che a un concerto al Marquee venne nel backstage e mi annunciò che dovevamo assolutamente fare qualcosa insieme. Noi chiamammo la band Ghosts ma non riuscimmo a trovare un contratto discografico. Infine mi rimisi in contatto con Gerry Bron che mi disse, se avessi riusato in qualsiasi modo la sigla Colosseum, che sarebbe stato in grado di farmi un contratto. Telefonai a tutti i membri della formazione classica dei Colosseum, volevo sapere se qualcuno fosse contrario ma nessuno si mise di traverso. In quel modo Colosseum II entrò nella musica e STRANGE NEW FLESH diventò il 33 giri di debutto. Tuttavia, ancora una volta, non fu un grande successo commerciale, i tempi stavano cambiando e c’era meno interesse per la musica diversa. Dopo un anno il management voleva mollarci; Gary ed io decidemmo di diventare una band più strumentale, firmando un nuovo contratto discografico con i Morgan Studios. Nel 1977 pubblicammo ELECTRIC SAVAGE e WAR DANCE, con John Mole, rimpiazzo di Neil Murray, al basso e l’uscita del cantante Mike Starrs (Lucifer’s Friend), mentre rimaneva al suo posto il tastierista Don Airey. Non bastò a evitare che Gary se ne andasse per la sua strada… una band che poteva dare di più se qualcuno si fosse accorto di noi! Esaurii le finanze e soppressi i Colosseum II con un colpo alla testa. Su YouTube ci sono alcuni brani da WAR DANCE, tratti da uno special tv della BBC, e guardandoli con attenzione sono rimasto sorpreso dalla musica e da come fosse suonata ad alti livelli… un bassista fantastico, e che dire degli intrecci di Gary e Don? Incredibili. Dopo la morte di Gary Moore (6/02/2011), Don mi disse che loro due avevano parlato di rimettere insieme i Colosseum II… Gary gli aveva confessato che quel periodo insieme era stato il più felice nella sua vita. Grazie Gary – R.I.P.

 

Jon Hiseman: A NIGHT IN THE SUN, 1982

Probabilmente è il mio album favorito, registrato durante tre notti in Brasile solo con musicisti locali. Ho amato questa esperienza perché entrambi i mondi si sono sforzati di capirsi a fondo… loro non hanno suonato tipicamente brasiliano e io non ho voluto usare tamburi latini per non entrare nell’ovvio. Un matrimonio felice tra il loro stile espressivo, anche a livello di scansione ritmica, e il mio linguaggio batteristico. Ho ricordi affettuosi di quella visita in Sud America.

 

Colosseum: 1994 THE REUNION CONCERTS, 1995 – PART II, 2008

All’epoca, per registrare questo lavoro dovemmo suonare tutta la musica dei Colosseum che potevamo ricordare. Spesso penso che alla fine degli anni 60 noi riuscimmo a creare una musica superiore alle nostre capacità del momento… una sorta di magia. J In quel momento cominciammo a capirlo bene. Quando decidemmo di riunire i Colosseum, ventitré anni dopo, mandai agli altri i Cd con tutte le composizioni che avrebbero dovuto impare nuovamente… perché non esisteva nessun spartito su cui basarsi! Quando ci ritrovammo nel mio studio la prima volta a provare, realizzai che la band stava suonando Those About To Die, come se non si fosse mai separata. Solo in quel momento la reunion diventò realtà…

 

Colosseum: BREAD & CIRCUSES 1997

Avevamo un sacco di musica da scegliere dal momento che i “ragazzi” avevano scritto in anticipo di un paio d’anni sulla registrazione. Qualcosa era stata registrata come demo ma meno della metà è finita sul disco. Se qualcuno mi chiedesse qual è la differenza tra i primi Colosseum e il gruppo di ventisei anni dopo gli direi: “Ascolta Big Deal… quella canzone è la differenza”.

 

Colosseum: TOMORROW’S BLUES, 2003

Evidentemente avevamo imparato a realizzare gli album in studio, infatti in quel momento risultò più semplice scegliere la musica da incidere. I ragazzi sembravano aver sviluppato ulteriormente il loro talento di scrittura e l’album avrebbe dovuto filare liscio, purtroppo presto divenne chiaro che Dick era nei guai con la salute; cominciò a sedersi mentre suonava e a rimanere senza fiato molto rapidamente. Una volta, alla fine di una giornata particolarmente lunga in studio, chiese se poteva dormire al piano di sotto, piuttosto che nella camera degli ospiti. Il giorno dopo prese un appuntamento per una visita al suo ospedale, ci rimase per qualche tempo. La registrazione si fermò per un paio di mesi, fino a quando tornò per terminare alcune tracce: mi disse che non pensava di poter reggere un intero concerto, a quel punto suggerii che Barbara condividesse le parti di fiati con lui, come aveva già fatto altre volte negli anni 70. Abbiamo deciso di farli provare in studio: avevano un ottimo feeling insieme ma non era destino che ciò accadesse. Quando l’album fu pubblicato i Colosseum partirono in tour con Barbara mentre Dick si riprendeva dalla malattia. Io prenotavo alberghi e voli aerei, sempre aspettando che lui arrivasse ma non arrivò mai. Il 17 dicembre 2004, mentre io e Barbara eravamo a Roma in vacanza e, i casi della vita, camminavano al Colosseo nella pioggia, il mio telefono squillò; mi voltai a guardare il Colosseo nella luce morente quando Clem mi disse che Dick era morto. In quel momento Barbara diventò, purtroppo, un membro a tempo pieno della band.

 

Colosseum: TIME ON OUR SIDE, 2014

Sapevamo che sarebbe stato il nostro ultimo album… sono davvero molto contento che sia venuto così intenso. Lo ritengo una delle nostre produzioni migliori. Suona ancora diverso dai precedenti due lavori in studio, essendo più jazzy e ricco di armonie vocali. Chissà dove potremmo essere arrivati se avessimo continuato, la band stava davvero in grande forma; non è un’opera triste, nonostante sia comunque il capolinea di un’avventura, perché è consapevole delle forti emozioni dei nostri ultimi dieci anni…

 

…le tue collaborazioni discografiche con Barbara…

Iniziai con Barbara e i Paraphernalia alla fine del 1978 dopo lo scioglimento dei Colosseum II, nel 1979 registrai WILDE TALES e l’anno seguente LIVE IN LONDON prima di costruire lo studio dove avremmo registrato tutti i successivi album di Barbara. Lei fin dalla metà degli anni 80 realizzava i demo con il sequencer che sarebbe diventato Logic, quando una band voleva venire nel nostro studio per registrare noi potevamo fornirgli i MIDI files e i suoni che voleva. PURE FANTASY, 33 giri dei Paraphernalia del 1984, ripubblicato come NIGHTWATCH su Cd, fu registrato direttamente su Sony F1 digital stereo recorder con il gruppo che faceva le veci di un registratore, suonando le composizioni molte volte fino a che il nostro, eccellente, ingegnere del suono, Martin Webster, approntava i missaggi. Fu il primo album di jazz inglese registrato in UK e stampato nell’unico impianto di pressaggio inglese in quel momento. Il resto delle produzioni di Barbara è stato realizzato nel medesimo modo, tranne SONGS FROM THE CENTER OF THE EARTH (1990), solo sassofono, registrato durante lunghe notti bollenti in un’abbazia del XII secolo a Thoronet nella Francia del sud. Una delle composizioni diventò il tema musicale della serie televisiva poliziesca A Touch of Frost, trasmesso nel 1992 dal network inglese ITV.

 

I tuoi batteristi preferiti?

Elvin Jones, Art Blakey, Sonny Payne, Billy Cobham, Steve Gadd etc., etc…

 

In memoria di Dick Heckstall-Smith e degli altri tuoi amici musicisti scomparsi…

Quasi tutti i miei fantastici amici scomparsi non sono stati sfortunati… si sono fatti del male. Io sono molto addolorato e al tempo stesso seccato per questa cosa. Avevano talento, intelligenza… erano divertenti e meravigliosi musicisti… non riesco a capire come possano essere stati così autolesionisti. Alcol e droghe… un mix letale, non puoi controllare il loro potere distruttivo…

 

Poche parole per descrivere i tuoi compagni nei Colosseum…

Dave Greenslade

Un vero musicista e gentiluomo. Vive, mangia, dorme con la musica. Ha scritto molti dei classici del gruppo, oltre a guidare i Greenslade, la sua eccellente band, che gli dico sempre di riformare… ma non si decide mai ed è più tardi di quanto lui pensi!

Mark Clarke

Amo come Mark canta e suona. Il mio più grande errore è stato non lasciare che fosse il cantante solista dei Tempest, così lui ha tenuto nascosta la sua “luce” per tanto tempo dietro il suo basso… un musicista dal grande talento naturale…

Dave Clempson

Senza dubbio è uno dei più grandi chitarristi in circolazione. A parte la sua militanza nei gruppi, durante gli anni 70/80, quando i Colosseum “dormivano” era il primo session man londinese a essere chiamato in studio. Ora sta scrivendo alcune bellissime canzoni…

Chris Farlowe

Una straordinaria voce… che “suona” diversa dal suo aspetto. Lui ha cantato sin dalla più tenera età, anche ora, che ha 76 anni, va in tour appena può. Barbara è sempre rimasta stupita di come fosse intonato, anche quando gli altri intorno a lui suonavano a volume altissimo; ora è anche un apprezzato storico e mercante d’arte.

Dick Heckstall-Smith

Un uomo unico, prima che un sassofonista. Dick e io eravamo strane anime gemelle, parlavano talmente dei problemi del mondo, mentre eravamo in giro per il mondo a suonare, che potevamo risolverli tutti… ma la gente voleva solo ascoltare la nostra musica. Mi manca moltissimo…

Tony Reeves

Incontrai Tony da ragazzino e vidi subito molto maturo, con un sacco di punti di vista positivi, anche se aveva solo un anno più di me. È anche un grande contrabbassista.

Jim Roche

Lui ha fatto una eccellente carriera nella scena jazz londinese ma non è mai stato realmente un musicista rock-blues.

James Litherland

Superbo chitarrista/cantante e padre di James Blake, cantante/produttore di successo. Quando arrivò a Londra per entrare nei Colosseum aveva un forte accento del Nord, dato che è di Salford, vicino Manchester. Ci disse di mettere la salsa tra due fette di pane imburrato non per fare un panino bensì un “Butty”… come dicevano loro del Nord. Da quel momento in poi la band lo chiamò Butty. Da qui il titolo Butty Blues, brano registrato con la New Jazz Orchestra.

Louis Cennamo

Louis [membro fondatore dei Renaissance, nda] rimase con noi poco tempo, giusto durante l’incisione di DAUGHTER OF TIME: il suo mondo musicale era davvero diverso dal nostro, senza nessun background nel blues o nel jazz.

Barbara Thompson

…una vita in comune, anche musicalmente, abbiamo due splendidi figli; lavoriamo insieme dal 1978 nei BT’s Paraphernalia, dove io sono Mr Thompson, nello United Jazz and Rock Ensemble, con Andrew Lloyd Webber, e nei Colosseum per dodici anni (dove lei è Mrs Hiseman). Io non sarei stato capace di fare altrettanto. Non c’è bisogno di dire di più!

 

So che è una domanda “stupida”… qual è per te il miglior album dei Colosseum e perché?

Lasciando da parte il primo LIVE, che ha un posto speciale nel cuore di tutti i membri di “quei” Colosseum, mi piace molto LIVE05 (2007)… perché abbiamo suonato ancora una volta tutta quella “roba vecchia” e, finalmente, al meglio di quanto fosse possibile… naturalmente Barbara ha portato una nuova dimensione alla nostra musica. Apprezzo tanto anche TIME ON OUR SIDE: ha indicato che può esistere un futuro per la musica che abbiamo creato così tanto tempo fa…

 

Un’altra domanda “stupida” J: come e dove è nato il nome Colosseum?

Dopo l’incisione di BARE WIRES capii che John Mayall non aveva realmente bisogno di un batterista come me. Lui andò in vacanza in America, mentre io con Barbara visitai un suo cugino a Frascati, appena fuori Roma. Un pomeriggio passeggiavamo sul colle Palatino a Roma, che domina il Foro e il Colosseo… ammirando questo straordinario monumento dissi a Barbara, senza pensarci troppo: “Penso di tornare a Londra, formare una band e chiamarla Colosseum”. Lei disse: Go for it!

 

Esiste un “erede” di Jon Hiseman?

Solo mio figlio e lui è un banchiere internazionale… potrei aver bisogno di lui! J

  • facebook
  • googleplus
  • twitter
  • linkedin
  • linkedin
  • linkedin