Legend Club, Bacio della Medusa, Unreal City e Trio

  • by Claudio Lodi
  • 5 Months ago

Testo e Foto: Antonio de Sarno

15 giugno 2018. Serata di lusso al Legend Club di Milano con tre gruppi molto interessanti all’interno della rassegna lungo un mese Rock in Park, che ha visto, tra gli altri, i milanesi Dropshard esibirsi qualche sera prima. Stasera si inizia con un duo che si chiama, tanto per confondere un po’ le acque, Trio. Composto da due giovanissimi musicisti, Francesco Vaccarezza (19 anni!) alla batteria e Mirko Penati (22) alla chitarra. Il gruppo ci presente i brani del loro unico demo. Un rock strumentale, elegante e, a tratti, virtuosistico, lontano dal clamore di tanti altri gruppi che calcano i palchi. 
Il Bacio Della Medusa. D’accordo, il nome viene direttamente dal generatore automatico di nomi di gruppi prog italiani, ma cerchiamo di guardare oltre, se è lecito. D’accordo, il pubblico è piuttosto scarso, più di prima fila parlerei di unica fila.
Ma il sound è grezzo, il rock è vivo, e i brani nuovi di Seme, presentato stasera, sono davvero trascinanti, a partire dalla tiratissima title track con un bellissimo finale con tanto di doppio sax suonato alla grande dall’energica Eva Morelli. Il frontman, sempre pronto a scatenarsi nei momenti in cui le sue non indifferenti doti vocali siano in uso, è uno dei poco cantanti veramente carismatici della scena prog europea, un vero trascinatore di folle ( ma non, ahimè, stasera ). E che dire di Diego Petrini, batterista poderoso che suona contemporaneamente il suo strumento e con la mano sinistra le tastiere? Mostruoso.
Quindi dopo la novità di Seme, arriva la dolcissima La Sonda e la sua parte acustica che sembra provenire dai momenti più tranquilli di Moonmadness dei primissimi Camel. Con il terzo nuovo brano, Simone ci dà una prova delle sue straordinarie doti vocali, la variegata e epica 5 1/4 Fuori dalla Finestra il tempo è dispari. Segue l’elettronica, e a tratti funky, Animatronica Platonica, Indignatio, la sognante Sudamerica (sempre da Seme), De Luxuria et de Ludo et de Taberna.
Gli Unreal City, in una nuova formazione orfana di Francesca Zanetta, chitarrista storica della band, esegue l’ultimo Frammenti Notturni per intero e conferma il ruolo centrale di Emanuele Tarasconi, keyboard wizard ormai consolidato, nonché istrionica presenza che catalizza l’attenzione almeno quanto l’affascinante Camilla Pozzi, ormai divenuta cantante solista a tutti gli effetti. La Meccanica delle Ombre e Dell’Innocenza Perduta chiudono il set e rappresentano al meglio i due album precedenti.
Rimane da chiederci il perché di una così scarsa affluenza di pubblico e immagino che la rete sarà piena di opinioni al riguardo, tutte fondamentalmente corrette, tutte che ci ricordano quanto il pubblico dei concerti sia a volte imprevedibile.

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