2Days Prog + 1 Festival, sabato 8, 2018

  • by Claudio Lodi
  • 2 Months ago

L’arduo compito di oggi sarà quello di accontentare tutti. D’altronde, i fan del Banco difficilmente condivideranno il DNA con chi vede negli inglesi Threshold i re incontrastati del Progressive Metal.

Il gruppo di Karl Groom, chitarrista e produttore prezzemolo in tanti dischi anni ’90, ha di recente visto Glynn Morgan rientrare nelle vesti di cantante (dopo Damien Wilson e il compianto Andrew ‘Mac’ Dermott) mentre il Banco ha dovuto affrontare non uno, ma due gravi lutti negli ultimi anni. Lo sappiamo tutti che nessuno potrà mai sostituire la presenza carismatica di Francesco di Giacomo, ma il gruppo di Vittorio Nocenzi e amici vuole rinascere dalle ceneri anche grazie alle doti indubbie (e alla simpatia) del cantante Tony D’Alessio.

Evento assolutamente unico all’Auditorium di Piazza Roma con Gianni Nocenzi che ci presenta al piano il suo ultimo lavoro discografico, Miniature, uscito nel 2016, integralmente. Per rompere un po’ il ghiaccio Gianni scherza sulla fine della vita terrena accennando al fatto di essere stato spesso in presenza di Entità Alate, anche se il riferimento più immediato è la mise di Octavia, la presentatrice del festival. Poi spiega alla platea il significato di Miniature e presenta in sequenza Cammino di Pietra, Terra nuova e I ritorni (che affrontano questi incontri ravvicinati con l’aldilà), Engelhart e Farfalla (con tanto di citazione BMS), e, dopo averci assicurato che la bottiglia che tiene in mano “non è acqua, ma una buona grappa locale”, si avvia alla conclusione con Ninnananna di Cosmo. Come era lecito aspettarsi, ciò avrebbe segnato la fine della performance se all’improvviso non fosse comparso (letteralmente dal buio) il fratello Vittorio per eseguire in coppia 750,000anni fa…L’Amore? e quindi scatenare una commozione collettiva che ha mandato in tilt, manco a dirlo, la programmazione del Festival!

Intanto il main stage è ormai in mano al trio svizzero di The Universe By Ear, gruppo sorprendente per l’amalgama di stili che riescono a far convivere, dallo stoner al Rio, passando naturalmente per la psichedelia e tutto con grande senso dell’armonia, anche vocale. Sarà molto interessante sentire che cosa ci riserveranno in futuro.

Molta curiosità per i Magic Pie, gruppo norvegese di cui si attende entro l’anno il quinto album in studio e un’ulteriore evoluzione del sound (dopo King For a Day del 2015). Grande animale da palcoscenico il cantante  Eirikur Hauksson.

E’ quindi la volta del Banco, sotto la guida severa dell’istrionico Vittorio Nocenzi, che ci conduce attraverso il repertorio storico del gruppo, in un paio di casi insieme a suo fratello Gianni, e dei Threshold che, naturalmente presentano Legends of The Shires, il loro disco più recente e, forse, più riuscito. La serata si conclude nel migliore dei modi in un clima di festa e, ancora una volta, la musica ne esce vincente.

 

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