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BALLETTO DI BRONZO CASA DI ALEX 09/02/2019

  • by Claudio Lodi
  • 1 Month ago

Spettacolare concerto di quella che lo stesso Gianni Leone definisce “la migliore formazione di sempre” del Balletto di Bronzo alla Casa di Alex, che l’ironico destino ha voluto coincidesse con la finale della sessantanovesima edizione della kermesse mediatica del Festival di Sanremo. Non si riesce a immaginare, perdonatemi, niente di più distante da quel pensiero di melodia lineare e immediata, convenzionale ed ecumenica, della musica oscura e oggettivamente difficile e polarizzante del gruppo che ha prodotto YS, disco icona di un intero movimento! Musica che ‘non prende prigionieri’ e s’insinua molto lentamente nell’ascoltatore, come tutti i presenti, preparati a dovere, avranno avuto modo di capire nell’accostarsi timidamente al lavoro.

La sequenza dei brani è ipnotica, dal poderoso ingresso della sezione ritmica di Deliquio Viola fino all’ultima nota della Marcia in Sol Minore spremuta dalla eccentrica personalità di Gianni Leone, attraverso una miriade di stili e mode, intervallato da discorsi-manifesto tra il provocatorio e l’aneddoto biografico minuzioso (e decisamente irreverente) per storici sì, ma appassionati della musica. Tutto condito da un pizzico di autoironia glam che va ben oltre il concerto sul palco e straborda nel dopo concerto in cui l’artista intrattiene i presenti che di tornare alla quotidianità non vogliono proprio saperne a quel punto. Anche perché, diciamocela tutta, la realtà fuori è quella in cui il genio tuttofare Salvini scrive tweet razzisti a caldo sul neovincitore della succitata manifestazione canora.

Tra brani rivisitati, oltre all’intero epico YS, anche del repertorio solista a nome LeoNero, compresi diversi doverosi e significativi tributi a Tod Rundgren (La bellissima Bag Lady), The Stealer dei Free o il trascinante Brian Eno di Baby’s On Fire o Nevermore da Queen II, (scusate se è poco!) la serata rimane impressa in maniera indelebile nella memoria dei non pochi presenti e ci lascia più che mai desiderosi di sentire altro. Da quello che abbiamo potuto capire stasera non ci vorrà molto ormai.

Testo e Foto : Antonio De Sarno

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