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Indiana Supermarket live at Auditorium Parco della Musica 15-02-2019

  • by Claudio Lodi
  • 3 Months ago

Ammetto di non amare molto l’Auditorium Parco della Musica, che trovo, ovviamente per la mia sensibilità, freddo e distante, anche quando sei in questa sala senza palco, teoricamente più rock come attitudine, dove la band suona sopra un tappeto e gli spettatori davvero a un passo.

Eppure anche in questa c’è quel “non so che”… sfuggente e capace di non creare l’atmosfera giusta chiunque suoni in qualsiasi sala, persino all’aperto. Ma forse sono, anzi “sicuramente” sono un inguaribile rompipalle. Perché questo preambolo? Per far capire quanto lo “strano” gruppo in questione, ancora senza disco, cosa già “strana” di suo, mi avesse intrigato con un demotape, datomi a mano, che mi aveva spinto a farlo suonare al Jailbreak a marzo, insieme a molte altre band, e al Planet Live Club per Progressivamente a settembre, in quell’occasione raggiunti da due amici-ospiti leggendari: Vittorio e Gianni Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso… già, perché al BMS dobbiamo riallacciarci per parlare di Indiana Supermarket: il batterista del trio, Pierluigi Calderoni, suonava in quasi tutti gli album di quel fantastico gruppo. La band è completata dal violoncellista Gianni Pieri (che nel 2016 ha inciso l’album BOOMBOOK con gli Agorà, rafforzati da Patrizio Fariselli degli Area). Il gioco a rimpiattino delle generazioni è completato dal giovane tastierista Fabrizio Allegrini.

Mi aspettavo molto da questa serata e sono rimasto soddisfatto dalla miscela, totalmente strumentale e davvero progressiva come allargamento della musica, espressa dai musicisti: retaggi classici, accenni jazz, rock progressivo, schegge zappiane e della parte più ironica di quella poco identificabile scena denominata RIO (Rock in Opposition), che in Italia abbiamo visto rappresentata da gruppi come Stormy Six o Mamma non piangere. Basta leggere i titoli dei loro brani per capire come mischino serietà e nonsense, rigore e “cazzaraggine” allo stato puro. Sono quasi romantici nello sforzo di non cedere alla “vergogna” di quello che stanno facendo… ed è proprio quella “pudicizia” sul palco che l’elemento che finisce di conquistarci. Sembrava di essere a casa con amici, ascoltando musica insieme senza far altro… d’altronde se ascolti musica hai già tutto, altrimenti se filmi col cel, chiacchieri o rompi le scatole agli altri non è musica. Il suono dell’impianto non era dei migliori…

Gianni Pieri: violoncello, basscello (Agorà, A sud di Nogales)
Pierluigi Calderoni: batteria (Banco del Mutuo Soccorso, Indaco)
Fabrizio Allegrini: piano,  organo, tastiere, bassSynt

Testo: Guido Bellachioma
Foto: Alessandra Egidi

Introduzione ( 2’30’’)
Tacchi a spillo e sberleffi ( 4’29’’)
Tarancellopoli ( 3’58’’)
Onde sole (4’22”)
Non è tutto male, quello che viene per nuocere ( 4’05’’)
Potere fare tutto ( 5’52’’)
Fermate gli orologi ( 3’36’’)
La danza del grande freddo ( 6’15’’)
Alba zeta – Roccia Rossa (1’44”) + ( 6’43’’)
Sssss (4’37’’)
Trallallero ( 5’46’’)
Plenilunio ( 7’20’’)
Immensi draghi ( 6’35’’)
Il falò del 24 giugno (4’12”)

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