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Yes featuring ARW. La Sacra Triade in concerto a luglio: 17 Roma, 19 Schio, 22 Arbatax

  • by Guido Bellachiona
  • 6 Months ago

Prog Italia è media partner del primo tour italiano degli Yes featuring Jon Anderson, Trevor Rabin e Rick Wakeman, generalmente conosciuti come ARW. Per la prima presentazione abbiamo utilizzato il manifesto del concerto di Schio, questa volta presentiamo il concerto di Roma, che si terrà alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma il 17 luglio… riepilogando le date: il gruppo sarà a Roma il 17 luglio, a Schio (Arena Campagnola) il 19 luglio e ad Arbatax (Rocce Rosse Festival) il 22 luglio. La band presenterà molti dei classici che hanno impresso il nome YES nella storia del rock…

Articolo tratto da Prog Italia 8, settembre 2016.

Jon Anderson, Trevor Rabin e Rick Wakeman sono pronti a partire con un nuovo progetto musicale, denominato ARW come le iniziali dei loro cognomi. Il trio, per la prima volta insieme dai tempi di UNION (1991), sarà in tour in America a partire da questo autunno. I fan degli Yes sono già in fibrillazione, ma cosa ha in serbo davvero questo progetto? Anderson ci svela tutti i dettagli…

Testo: Chris Roberts

La costituzione degli ARW, ossia la collaborazione tra Jon Anderson, Trevor Rabin e Rick Wakeman, era stata annunciata già all’inizio del 2010, ma la cosa è andata piuttosto a rilento per via dei numerosi impegni dei tre musicisti. Tecnicamente non si può parlare di una “reunion”, dato che i tre ex Yes non hanno mai registrato un disco tutti insieme nonostante gli sia capitato di lavorare spesso in coppia alternativamente e abbiano suonato dal vivo tutti insieme nel ’91-92 in occasione del tour di UNION.

Dopo la scomparsa di Chris Squire, i tre hanno capito che era il momento di darsi una mossa. Il tour, intitolato An Evening of Yes Music and More, partirà questo autunno negli Stati Uniti, per poi continuare, l’anno prossimo, con date in tutto il mondo. È inoltre in programma l’uscita di un nuovo album di cui si stanno definendo tutti i dettagli.

Come stanno andando le cose?

“Bene, molto bene!”, dice Anderson con soddisfazione. “Gli impegni si infittiscono; passeremo gran parte dei prossimi due mesi a preparare lo spettacolo che porteremo in tour negli Stai Uniti a ottobre e novembre. Poi torneremo in Inghilterra a marzo. Sicuramente ci saremo messi alla prova in quel tour e sapremo cosa aspettarci… le tournée sono un ottimo banco di prova per la musica e saremo perfettamente rodati una volta tornati in Inghilterra!”.

“Sarà un mix di brani degli Yes e di pezzi nuovi. Ho già tutto quanto in mente, posso quasi sentirlo… si tratta solo di mettere insieme le energie per far funzionare tutto al meglio. E comunque, non voglio che assomigliamo troppo agli Yes: vogliamo utilizzare un suono attuale, visto che registriamo con una tecnologia attuale. Per esempio, abbiamo capito come ottenere il meglio da un brano come South Side Of The Sky. Potremmo cambiare alcune cose… magari iniziare con la sezione centrale per poi tornare indietro – ecco, riarrangeremo il tutto in modo che sia congeniale alla nostra attuale percezione. “Ho detto agli altri: ‘La musica ve ne sarà grata. La musica è la vera guida, non noi. Noi siamo soltanto parte della creazione’”.

È strano, quasi un mistero, che nonostante la miriade di collaborazioni tra i vari membri degli Yes, siano stati proprio loro tre – descritti da Wakeman come la “sacra triade degli Yes” – a non aver mai registrato nulla insieme prima d’oggi…

“Non è proprio così! Anche se non abbiamo lavorato insieme, abbiamo comunicato molto online e via Skype… viviamo comunque nello stesso mondo, sullo stesso pianeta”, dice Anderson.

Certo, può sorprendere che due persone come Anderson, con la sua profonda spiritualità, e Wakeman, che invece ama gli scherzi e le bravate con il curry, abbiano ereditato dalla lunga saga degli Yes un’amicizia così profonda…

“Capisco che intendi, ma è così: amo anche io le commedie!”, dice Anderson. “E l’ultima volta che siamo stati in tour con Trevor (Rabin), gli dicevo: ‘Devi ascoltare l’album di Peter Cook e Dudley Moore, mentre chiacchierano al pub!’. Si intitola DEREK AND CLIVE (LIVE). La commedia mette d’accordo tutti! Tutti nel mondo amano Mr Bean perché il suo è un linguaggio universale che tutti possono capire. La commedia unisce tutti, come la musica. Oh, con Rick e Trevor rido in continuazione. Quando sono stato in tour l’ultima volta con Rick, all’inizio di ogni brano faceva finta di non ricordarsi le note, e mi guardava… Se non altro, ci divertiamo di più oggi rispetto a quando eravamo giovani, perché abbiamo imparato a prenderci in giro tra noi – e anche a ridere di noi stessi!”.

Come sono le nuove canzoni?

“Le ho sentite… Trevor ha scritto delle cose power rock da inserire in una parte dell’album: è davvero folle. Ma sai, funzionano. Poi io le ho modificate con delle mie idee… così il suono è diventato impetuoso e al contempo cinematico. Va da un estremo all’altro. Tre ragazzi di Los Angeles si uniranno alla band per il tour: sono grandi fan degli Yes e sono molto eccitati all’idea di suonare i vecchi classici”.

“All’inizio forse eravamo un po’ dubbiosi, ci chiedevamo: ‘Riusciremo a farcela? Il pubblico si divertirà?’. E ovviamente avevamo un po’ d’ansia. Ma adesso sono convinto che sarà come un grande viaggio, sia per la band che per il pubblico. Il tutto sarà assolutamente rispettoso della storia degli Yes ma… più attuale”.

Anche se è nato a Lancashire, Anderson vive negli Stati Uniti ormai da più di venticinque anni e ha la cittadinanza americana. Si sente a casa in California?

“Allora, ho incontrato questa splendida donna [Jane] 24 anni fa e me ne sono innamorato – volevo sposarla il giorno stesso”, racconta. “E siamo ancora molto innamorati. Due dei miei figli vivono a Los Angeles e un altro viene spesso a trovarmi da Londra. Stavo per trasferirmi in Cina una volta, sai? Non so perché, ci ero stato tre o quattro volte e mi ero innamorato della sua vera essenza: un pensiero in grado di abbracciare contemporaneamente l’eternità e il futuro. Oggi continuiamo a dire che la Grecia era il centro del mondo antico ma due secoli e mezzo prima la Cina era già un impero fiorente… c’erano così tanti regni e storie. Se si esclude il sistema politico, stiamo ancora imparando da loro”.

“Ora sono qui. Adesso negli Stati Uniti abbiamo tutta questa corruzione – Trump, la Clinton, cifre folli di denaro spese perché qualcuno vada al potere, la FIFA, anch’essa corrotta. Ma un grande cambiamento è alle porte, ne sono certo…”.

Noi di «Prog» non credevamo che il settantunenne musicista nato a Lancashire, con la sua profonda spiritualità, potesse essere un appassionato di calcio, ma quando gli chiediamo se gli manca mai Accrington, risponde raccontandoci sconsolato dell’ingiustizia perpetrata nei confronti della sua squadra nei play-off della League Two.

“Oh certo… ecco, l’Accrington Stanley non è stato promosso in Premier League, una cosa davvero triste. Spero che possano ancora pagarsi la bolletta della luce. Comunque, la California ha inondazioni e siccità perché da un punto di vista topografico è come il Lancanshire, anche se a Ovest è molto più bella. C’è molto polline, il che aggrava la mia allergia, ma bisogna accettare pregi e difetti di ogni luogo. Anche il vino è molto buono”.

Come sta fisicamente adesso? Dopo qualche problema negli ultimi anni, Anderson si sente di nuovo in forma?

“Sì, sto bene… il nostro corpo attraversa dei grandi cambiamenti. Mi sento bene e sono felice. Sono entusiasta del progetto Anderson Rabin Wakeman, ora come ora: sono convinto che sarà un grande spettacolo. Qualcosa sta per succedere! Ti ricordi che quando ero negli Yes, i primi tempi, abbiamo registrato una cover di Something’s Coming dal musical West Side Story? Bene, qualcosa sta per succedere anche adesso. E noi ne siamo parte!”

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