Una via per Demetrio Stratos a Milano

  • by Claudio Lodi
  • 5 Months ago

Un afoso pomeriggio milanese che coincide con il trentottesimo anniversario della scomparsa del maestro della voce Demetrio Stratos, vede una discreta folla presente per assistere all’inaugurazione della nuova via dedicata al nostro, nel mezzo della Milano reduce dall’EXPO. Tanti volti noti e tanti estimatori di un talento smisurato che ci è stato sottratto troppo presto a soli 34 anni. Oltre alla moglie, Daniela Ronconi, sono presenti amici e compagni di mille avventure, la maggior parte dei quali è poi salita sul palco dello Spazio Arianteo, sempre all’interno della zona denominata City Life, per omaggiare la vita di Demetrio. Una fittissima carrellata di nomi che hanno condiviso con Stratos una storia. Molti di questi furono protagonisti del concerto tenutosi all’indomani della sua scomparsa nel lontano (ma nel cuore vicino) 1979.

Ha aperto la stessa voce di Stratos con Flautofonia e quindi una “lettera a Demetrio” da parte dell’istrionico Paolo Tofani, suo compagno negli Area.

Claudio Agostoni, uno dei direttori di Radio Popolare, che ha anche trasmesso in diretta il concerto, ha presentato gli ospiti sul palco, compreso uno strepitoso Eugenio Finardi (con Mauro Pagani e Fabio Treves) che hanno sfondato i cancelli della memoria con la struggente Hold on, eseguita già nello storico concerto del ‘79, per sottolineare la continuità con quell’evento. Si susseguono sul palco Ricky Gianco (con una commovente Pugni Chiusi, primo grande successo di Stratos) accompagnato al piano da Patrizio Fariselli, un’inedita Giorgio “Fico” Piazza Band (con Pino Scotto alla voce) che esegue due classici come You Really Got Me e Long Tall Sally per ricordare gli esordi beat. Tra gli altri si sono esibiti un meraviglioso Carlo Boccadoro e abbiamo sentito la Cantata Rossa al pianoforte di Gaetano Liguori (altro veterano del’79) e un’improvvisazione sul tema di Luglio Agosto Settembre Nero da parte del duo chitarristico Scrignoli/Merlin.

Il concerto evento non poteva che concludersi con gli Area, con Ares Tavolazzi nuovamente in formazione e Cristiano Capiozzo alla batteria al posto del padre Giulio. Vengono eseguiti quindi La Mela di Odessa e poi una versione festosa di Gioia e Rivoluzione con tutti i protagonisti nuovamente sul palco.

Dopo il cambio palco abbiamo assistito alla proiezione del documentario La Voce Di Stratos di Luciano D’Onofrio che, tra le tante testimonianza, comprendeva anche quella del compianto Claudio Rocchi. 

Testo e foto: Antonio De Sarno

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