• Homepage
  • >
  • News
  • >
  • 14 novembre è domenica prog con Rovescio della Medaglia e Antiche Pescherie nel Borgo

14 novembre è domenica prog con Rovescio della Medaglia e Antiche Pescherie nel Borgo

  • by Guido Bellachioma
  • 27 Days ago

L’associazione culturale Trasimeno Prog torna a programmare concerti al chiuso dopo lo stop per il Covid 19.

Lungo la riva del lago Trasimeno a Castiglione del Lago si affaccia La Darsena live club. La rassegna “Domenica Prog” il 14 novembre 2021 ospita due band che esplorano in modo piuttosto diverso i codici del rock progressivo e dintorni.
Ingresso libero. Info 3384329951 – prenotazioni@trasimenoprog.com

Ore 18: ANTICHE PESCHERIE NEL BORGO
Il gruppo ha pubblicato da qualche mese l’album SI NO SABIR… TAZIR!, che unisce brani oscuri di artisti da tutto il mondo, rivestiti con nuovi testi, e brani originali. Il progetto, nato sulla spinta di Maurizio Venegoni (Consorzio Acqua Potabile), che ha coinvolto Alvaro Fella (Jumbo), ha deciso di intraprendere un lungo viaggio.
La band vive la sua musica con estrema passione, unendo il folk, preso a varie latitudini, il rock progressivo e tante altre emozioni


Maurizio Venegoni (Consorzio Acqua Potabile): tastiere – Alvaro Fella (Jumbo): voce – Dario Guidotti (Jumbo): voce, flauto, sassofono – Paolo Doria (Gamba De Legn), chitarra – Enrico Venegoni (CAP), tastiere – Augusto Gentili, basso – Massimiliano Varotto: batteria.

Ore 21,30: ROVESCIO DELLA MEDAGLIA
Lo storico gruppo romano negli ultimi anni si è rimesso in pista, guidato come sempre dal chitarrista Enzo Vita, e ha prodotto in sequenza le nuove versioni di due album classici del rock italiano degli anni 70: CONTAMINAZIONE (2020) e LA BIBBIA (2021).


Enzo Vita: chitarra – Andrea Castelli: basso – Nicola Costanti: tastiere, voce – Marco Pisaneschi: batteria, voce – Davide Pepi: chitarra

LE PAROLE DI MAURIZIO VENEGONI – ESTRATTO DA PROG ITALIA 37 (LUGLIO 2021)

SI NO SABIR… TAZIR! è un ponte tra passato presente. La stesura di un primo repertorio è sostanzialmente una rilettura, forse in chiave più attuale, ma con strumenti e passione vintage, di alcune, secondo noi, gemme prog-rock e non solo, tra le meno conosciute in quegli anni 70 tanto ricchi di energia e originalità creativa:

Eloy, Minimum Vital, David Crosby, El Reloj, Mellow Candle, oltre a Bhairavi, strumentale ispirato a un tema del maestro indiano Ustad Usman Khan e basato sull’omonimo raga.

Diversi brani sono di nostra composizione, spesso nati spontaneamente dalle idee che ogni musicista stendeva sulla tavolozza dei diversi incontri. Servivano nuovi testi per spostare la storia a Venezia e magari anche nuove linee melodiche che potessero mettere in risalto le voci di Alvaro e Dario e i diversi personaggi, reali o fantastici, da loro interpretati in ogni brano.

La ripresa delle composizioni del passato, che in molti casi ha visto l’autorizzazione, sorpresa ed entusiastica, degli artisti originali, il loro riarrangiamento nel rispetto dell’idea musicale di partenza ha innescato una ulteriore valorizzazione nella stesura delle nuove liriche, prevalentemente in sabir e parte in italiano.

LE PAROLE DI ENZO VITA – ESTRATTO DA PROG ITALIA 38 (SETTEMBRE 2021)

Quanto è cambiato il mondo della musica negli ultimi 50 anni? La musica degli anni 70 era ancora legata alle origini del rock. In quel momento gli artisti non avevano solo il piacere di proporre la propria arte, perché attraverso la musica cercavano di scardinare le regole della società, ancor più restrittive di quelle odierne.

Basti pensare agli Stati Uniti quando hanno visto arrivare Little Richard o Chuck Berry, che non rassicuravano certo i benpensanti, visto che la loro pelle nera inquietava proprio per i consensi ottenuti nella musica. Questa era la chiave per provare a scardinare anche questi problemi, così da non farsi cancellare come persona da chi dirigeva i giochi. Ciò ha permesso allora a molte band e a singoli cantanti di esprimere un pensiero forte.

La musica, almeno a livello giovanile, annullava molta competitività o la riduceva al minimo… la rifiutava come valore e norma sociale, evitando una continua contrapposizione con gli altri sentiti come avversari. La musica se ne fregava delle comparazioni volute dal sistema. Il Rovescio s’inseriva in questo solco. La tecnica, l’estetica, i soldi ecc. venivano dopo quell’esigenza profonda, che a mano a mano è venuta meno per vari motivi. Il principale è che i componenti delle band a loro volta avevano altre band e, quindi, è diventato tutto più dispersivo, compresa la creatività.

Conferma di questo comportamento sono i Maneskin. La loro compattezza gli ha portato benefici, al di là delle critiche che si possono fare alla loro musica


  • facebook
  • googleplus
  • twitter
  • linkedin
  • linkedin
  • linkedin