Lino Vairetti è il direttore artistico del BluBar Festival 2022

Testo: Guido Bellachioma

 BLUBAR SUMMER FESTIVAL – Live Music – XX edizione 2022 –

Ingresso libero – dal 4 al 7 agosto 2022 – ore 21.30 – Piazza Sirena – Francavilla al Mare (CH) – info@blubar.org – www.blubarfestival.it

 

1 – Hai partecipato molte volte al Blubar Festival come artista. Come sei diventato direttore artistico della manifestazione e cosa intendi fare?

 

Come Osanna e Lino Vairetti ho partecipato 5 volte al BluBar Summer Festival, ma la collaborazione con il direttivo è andata ben oltre le mie esibizioni.

 

Ci sono stato pure nel 2016 in veste di artista figurativo con la mia mostra antologica di fotografia, grafica e scultura Click’n Roll – Colpi di Tosse. Probabilmente le origini abbruzzesi di mia madre Giulia Carugno, che era di Sulmona a poca distanza da Francavilla, mi ha fatto subito familializzare con tutti loro.

 

Credo di essere stato negli anni anche un punto di riferimento per la scelta degli artisti napoletani che hanno poi calcato per la prima volta quel palco: da James Senese alla NCCP, da Tony Esposito a Enzo Avitabile, da Antonio Onorato ad Enzo Gragnaniello ed ancora altri miei amici e compagni di viaggio.

 

Il mio rapporto l’Associazione BluBar, grazie principalmente all’amicizia con Maurizio Rapino e con Graziano Lurill, mi ha portato a diventare uno di loro. Questo rapporto amichevole, confidenziale e professionale ha fatto si che, dopo le dimissione del bravissimo direttore artistico Maurizio Malabbruzzi, tra le varie opzioni (c’era tra gli altri anche Vittorio De Scalzi), la scelta è caduta su di me.

 

Io ho subito accettato perché ho grande feeling con loro e naturalmente ho telefonato all’amico Malabbruzzi per controntarmi con lui. Non è facile sostituire una persona di grande professionalità, talento, creatività, genialità e signorilità come Malabruzzi.

 

Ciò che intendo fare da subito è innanzitutto entrare in sintonia con il gruppo direttivo e con il pubblico del BluBar Festival, con lo spirito giusto della manifestazione che è ormai arrivata alla sua ventesima edizione e, in punta di piedi, costruire un possibile futuro radioso dopo questi anni di pandemia che hanno messo tutti a dura prova.

 

Ma il BluBar Summer Festival vive comunque di suo da sempre.

 

 

2 – Puoi descriverci un po’ il percorso artistico di questa edizione?

 

Questa edizione aveva, al momento della mia nomina, aveva una programmazione con molti artisti proposti ed alcuni già definiti.

 

Il ritorno a Piazza Sirena e l’idea di avere un pubblico con ingresso gratuito, ricreando la grande festa popolare con un budget legato ai postumi della pandemia, ha fatto abbandonare i progetti più ambiziosi e costosi, lavorando comunque sulla qualità e sulla popolarità eterogenea degli artisti programmati.

 

Ce n’è per tutti i gusti ma sempre rimanendo nella tradizione del BluBar, che predilige il sound degli artisti anni 60/70 e la musica italiana d’autore e di qualità, lontani dalla ondata legata alle nuove generazioni (hip hop, trap e tendenze simili).

 

Le serate saranno arricchite da realtà artistiche popolari o comunque sempre di grande qualità… Red Canzian (Pooh, Capsicum Red), il sound irriverente e travolgente della Bandabardò con Cisco (ex Modena City Ramblers), il blues di Fabio Treves e dei Blue Stuff, il progressive delle storiche Le Orme, le ballad di James Maddock con Alex Valle, il ritorno dei Maghi, il concerto dei Dikky’n Us… l’affascinante concerto all’alba del il Gruppo Caronte

 

Il pubblico avrà a disposizione l’area food e lo spazio Vinil Fest, dedicato allla discografia internazionale, sia storica che attuale con tanti e tanti vinili, Cd e libri da collezione.

 

3 – Quanto è importante un festival di questo tipo in un luogo solitamente al di fuori delle consuete rotte musicali?

Credo che ogni città, oltre ai Teatri e agli Auditorium costruiti apposta per le rappresentazioni musicali, abbia il diritto ed il dovere di programmare una o più manifestazioni atte a divulgare la cultura musicale e teatrale in genere. I luoghi estivi e decentarti rispetto alle città d’arte offrono maggiormente al pubblico, sia residente che in vacanza, di poter usufruire di una programmazione di qualità, settoriale o di nicchia che eterogenea ed aperta ad un pubblico più vasto. Il BluBar dopo venti edizioni può ormai essere inserito nel circuito dei festival nazionali con pieno diritto. È ormai un punto di riferimento della costiera adriatica e dell’Italia intera.

 

 

4 – Il Blubar ha istituito il premio BluBar Music Book. Di cosa si tratta?

Quest’anno, sulla esperienza già fatta con Malabruzzi che in uno spazio dedicato presentava delle vere “chicche” con ospiti eccellenti e spesso libri di recente pubblicazione, ci sarà anche una prima edizione del premio letterario legato al giornalismo musicale: BluBar Music Book 2022, che quest’anno sarà assegnato a quattro giornalisti e scrittori che si sono distinti per le loro pubblicazioni. Non farò nomi per non svelare la sorpresa.

 

4 – Un pensiero per Vittorio De Scalzi che è stato, insieme a te e tanti altri artisti, uno degli interpreti al BluBar della Prog Italian Collection Party del 2019…

Io sono diventato amico di Vittorio in questi ultimi dieci anni ma sono stato un suo fan da semre, dai primi New Trolls. Lui di soli dieci giorni più piccolo di me, alla fine degli anni ’60 era già famoso ed io con il mio gruppo dei Volti di Pietra suonavo le sue canzoni da Visioni ad Una Miniera. Averlo conosciuto ha ancora di più amplificata la mia ammirazioni per il suo enorme talento, come polistrumentista e cantante raffinato e principalmente come autore e compositore. Abbiamo contratto questo maledetto Covid nello stesso periodo ed entrambi in forma grave. Mi dispiace tanto che lui non ce l’abbia fatta. Mancherà a tutti noi una figura così eclettica in questo mondo musicale. Vittorio spaziava tra il bit ed il rock, tra il prog e la musica leggera in modo perfetto e straordinario. Per me un vero mito oltre che un amico. Ci mancherà molto anche se vivrà tra noi con la sua voce e con le sue canzoni. Spero che al BluBar riusciamo a creare un momento magico lui dedicato.

 

 

5 – Progetti futuri del Blubar?

Stiamo già pensando alla prossima edizione – sempre che sia ancora io il direttore artistico – ma è presto per dare già delle anticipazioni. Le idee non mancano e l’entusiasmo è sempre vivo perché tutti sono motivati principalmente dalla passione per la musica. Il BluBar non vuole essere un Festival di nicchia o di settore specifico, ma di musica di “grande qualità” di livello nazionale ed internazionale. I vari generi si intrecceranno come sempre per mettere in luce la qualità delle proposte artistiche più che l’effettaccio mediatico. Di sicuro crescerà sempre di più perché tutto il direttivo è animato da ottimi propositi aldilà della direzione artistica.