Banco del Mutuo Soccorso live. Auditorium Parco della Musica 29 maggio

Comunicato stampa

In attesa del nuovo lavoro ,che vedrà la luce in autunno, il Banco del Mutuo Soccorso celebra dal vivo il 50° anniversario del SALVADANAIO, album che è la storia stessa del prog rock, un caposaldo non solo della discografia del gruppo ma vero e proprio punto di riferimento per molti musicisti della scena internazionale.  

Sono passate cinque decadi da quando il Banco fece irruzione con questo suo primo lavoro discografico, considerato uno dei momenti più creativi del rock italiano in assoluto, incentrato sui virtuosistici intrecci delle tastiere di Gianni e Vittorio Nocenzi e sugli inimitabili registri tenorili della voce di Francesco Di Giacomo, al servizio di una particolarissima contaminazione tra il rock progressivo del Regno Unito, le sonorità mediterranee, la musica strumentale barocca italiana e la tradizione del melodramma.

Tutto questo riecheggia nei live che il BMS, guidato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, sta portando in giro per l’Italia per celebrare quest’importante ricorrenza.

Domenica 29 maggio il Banco sarà nella “sua” Roma, all”Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli.  Il pubblico potrà tornare indietro nel tempo con i brani dello storico album, ma potrà anche  riascoltare le ultime composizioni, quelle di Transiberiana, l’ultimo album da studio uscito nel 2019.

Con Vittorio Nocenzi (pianoforte, tastiere e voce) che guida il Banco fin dagli esordi, saliranno sul palco una famiglia di musicisti all’apice della loro maturità: Filippo Marcheggiani (chitarra elettrica) da più di vent’anni nel gruppo, Nicola Di Già (chitarra ritmica) con la band da diverse stagioni, Marco Capozi (basso) volto noto ai fan del prog per la sua militanza nel Balletto di Bronzo, Fabio Moresco (batteria) ex componente del gruppo rock progressive Metamorfosi, e Tony D’Alessio (lead vocal), da anni nell’orbita Banco e che raccoglie l’importante eredità di Francesco Di Giacomo, senza mai scadere nell’emulazione, tracciando invece una linea stilistica personale, nel segno della continuità ma anche del rinnovamento.

1972-2022: cinquant’anni di mutamenti profondi nella società, nel costume e nel gusto. Un periodo lungo durante il quale il Banco non ha perso però la sua essenza originale, il suo approccio fuori dagli schemi, lontano dal luogo comune, restando una band d’avanguardia pur mantenendo un legame viscerale con le radici della musica