L’8 gennaio 1947 nasceva David Bowie. Buon compleanno

  • by Guido Bellachioma
  • 9 Months ago

Testo: Guido Bellachioma

L’8 gennaio 1947 nasceva David Bowie (David Robert Jones è scomparso il 10 gennaio 2016), che oggi avrebbe compiuto 74 anni. Nell’agosto 2017 misi in piedi uno speciale per la rivista Suono (Numero 518, https://www.suono.it/La-rivista/Archivio/(pub)/124611) dedicato a uno strumento speciale, “La Voce“. E in copertina volli uno splendido scatto di Bowie del fotografo Gavin Evans, realizzato nel 1995 in una session di 40 minuti

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Ricordare David Bowie non è facile, né umanamente né artisticamente: troppo zigzagante nelle sue rotte esplorative, troppo volutamente contorto o spiazzante nelle provocazioni, quasi sempre evidenti. Tali atteggiamenti spesso trovavano terreno fertile nella poca predisposizione all’apertura mentale della critica musicale, non solo italiana, anche se pure dalle nostre parti ne ha scritte di cotte e di crude: è nazista, non è nazista, è glam, no è soul, no è post elettronico e pre junglepop, post e pre allo stesso tempo ☺ Ma la morte, si sa, monda ogni peccato e per qualche giorno abbiamo assistito alla corte dei miracoli nelle tv, radio, quotidiani: chiunque poteva dire quanto fosse addolorato dalla sua scomparsa, da quanto il mondo avesse perso con la sua scomparsa, magari gli stessi che negli anni ’70 stroncavano ogni suo disco, prima che diventasse operazione sacrilega il farlo. Dato che della sua malattia nessuno era al corrente, almeno tra i media, alcuni giovani eredi dei “giornalisti” italiani dei ‘70 si erano divertiti a sottolineare radiofonicamente la pomposità arrogante di alcune anticipazioni dell’album BLACKSTAR. Ma la velocità della comunicazione è ormai travolgente e si dimentica ogni castroneria. Ovviamente dopo la morte di David Bowie David nulla è più stato lo stesso, impossibile per i media tradizionali o chi è legato all’audience, fare discorsi minimamente critici sull’artista inglese: Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá! Ovviamente Napoli è citata solo per la frase presa in prestito dalla celebre canzone partenopea del 1944. Strano paese il Mondo. Oggi sono tutti orfani di David Bowie, anche quelli che non ne ascoltavano un brano da decenni e, magari, non si sarebbero accorti dell’uscita del suo “ultimo” album se non fosse stata per l’eco mediatica di proporzioni galattiche.

E David Bowie ha sempre lottato contro questi luoghi comuni, compreso quello della morte che deve avvenire in un certo modo, sempre prevedibile: anche in questo caso ha smentito tutti con BLACKSTAR, la cui validità, o meno può essere anche discussa, però nessuno può negarne la forza dirompente, ribadita dalla scelta “bowiana” di pubblicarlo tra un compleanno, il 69esimo e la morte… artista fino in fondo, poco importa che fosse Ziggy Stardust, il decadente uomo elettrico della trilogia berlinese o il Lazarus dell’oggi/ieri. Bowie musicalmente ha rappresentato, e ancora rappresenterà, moltissimo per diverse scene musicali, alcune volte in contrasto abbastanza consistente tra loro. Ovviamente le mille stagioni che ha attraversato, nella logica matematica delle cose, ci hanno affascinato, rapito, commosso o lasciato perplessi… mai indifferenti! Per David Bowiesarebbe stata la peggiore delle offese… Eppure tra le tutte le sue canzoni (sparse tra dischi solisti, collaborazioni, Tin Machine, colonne sonore), alcune consumate fino a non poterne più (vedi alcune parti “berlinesi”), quella che mi “arriva” forte in testa quando penso a lui è una composta da pochi accordi, molto Stones, e dall’approccio minimalmente rock: Rebel Rebel da DIAMOND DOGS del 1974, dove la sua chitarra elettrica e la sua voce hanno una semplice ma devastante urgenza espressiva, senza concessioni a sperimentazioni varie, eppure c’era già tutto!

Buon compleanno David Bowie

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