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Edicola Amica: il circuito che raccoglie punti vendita di qualità, ovviamente dove si trova sempre Prog Italia. Giornalai in musica

  • by Guido Bellachioma
  • 17 Days ago

Testo: Guido Bellachioma

L’editoria è in crisi e i motivi sono molteplici, difficile analizzarli tutti insieme… questa volta ho intervistato qualcuno del circuito Edicola Amica, dove la musica è particolarmente curata e Prog Italia è, ovviamente, sempre presente: https://www.edicolaamica.it

Quando nasce e quali obiettivi si prefigge Edicola Amica? Cosa vuol dire Edicola Amica?

Edicola Amica è nata nel 2014 da un’idea di un gruppo di edicolanti modenesi appartenenti al Si.Na.G.I. (sindacato nazionale giornalai) della provincia. Lo scopo era mettere online in un unico luogo virtuale una selezione significativa delle pubblicazioni editoriali che ogni giorno arrivano nelle edicole, che possono interessare sia i clienti sia chi non è solito frequentare il giornalaio di quartiere. È nato così il nostro sito ( https://www.edicolaamica.it ), che inizialmente aveva un carattere strettamente provinciale: rispondeva sostanzialmente alla domanda “cosa puoi trovare nelle edicole di Modena?”. Quasi subito abbiamo capito che la realtà virtuale non ha confini, infatti moltissimi utenti di tutta Italia erano interessati a scoprire cosa c’è di nuovo in tutte le edicole. Da questa consapevolezza si è cominciato a modificare il sito e ad affiancargli altri strumenti social, Facebook e Instagram, per soddisfare le richieste e la curiosità di chiunque. Edicola Amica si pone online esattamente come fa l’edicolante di quartiere con i suoi clienti: propone le novità, risponde alle richieste di informazioni, promuove la cultura della lettura su carta stampata. La cosa più importante è che tutto questo va interamente a beneficio delle vendite nelle singole edicole italiane, visto che la scelta precisa di Edicola Amica è quella di non fare vendita diretta ma di spingere la clientela a frequentare le edicole.

Quali sono i problemi più pressanti delle edicole in Italia?

Le edicole italiane in primo luogo risentono della crisi globale del commercio. Alcuni dati raccontano una realtà in cui ogni giorno in Italia chiudono per sempre due rivendite di giornali. Bisogna considerare alcuni fattori: il primo è che negli ultimi anni i consumatori sono stati costretti ad un taglio delle spese superflue, fra cui si inserisce la lettura. In secondo luogo anche l’editoria stessa ha subito tagli e tante testate, anche storiche, sono state costrette a chiudere i battenti. Infine, l’imporsi di Internet nella vita di tutti i giorni ha modificato l’abitudine delle persone nell’acquisire contenuti: la lettura non è più un momento dedicato a concentrarsi sui diversi argomenti proposti dalla prima all’ultima pagina di un quotidiano o una rivista; ora si cerca online il contenuto che si desidera in quel momento specifico, si sceglie fra i risultati proposti e si legge solo quello che più soddisfa il nostro interesse in quell’istante. In tutto questo, si inseriscono problemi più pratici che l’edicolante affronta ogni giorno: ci sono molte zone in Italia dove la distribuzione ha grosse difficoltà; i costi di trasporto della stampa aumentano e ci sono alcuni distributori che cercano di scaricarli sull’edicolante “inventandosi” servizi che non dovrebbero esistere: costi di consegna, sovrapprezzi sui rifornimenti, costi telefonici… tutte spese che in certi casi l’edicolante è costretto a pagare se vuole continuare a ricevere la merce, ma che non può (e non vuole) scaricare a sua volta sui clienti inconsapevoli. In alcune zone fortunatamente le cose vanno meglio e si trovano distributori locali che si prestano al confronto con i rappresentanti sindacali per la tutela delle edicole e, di conseguenza, anche dei loro stessi interessi. Anche con molti editori i rapporti sono problematici: nonostante alcuni offrano buoni servizi per gli edicolanti, non si può certo dimenticare che la maggior parte ormai propone alla clientela abbonamenti a prezzi ridicoli, in certi casi con tagli anche del 70% sui prezzi di copertina, mentre nessun editore è disposto ad aumentare l’aggio per la rete di vendita. Al contrario, la politica di vendita di tanti editori è quella di abbassare i prezzi di copertina delle riviste (diminuendo ovviamente la quantità o la qualità dei contenuti), determinando così anche una perdita di guadagno per le rivendite, che hanno un aggio fisso del 19% sul prezzo di copertina. In sostanza: per l’edicolante aumentano i costi di gestione, diminuiscono i guadagni e i lettori della carta stampata.

Quanto influisce nel mercato delle edicole l’apertura di punti vendita negli ipermercati e simili?

La diffusione della vendita della stampa in questi luoghi, dove non ha nessun tipo di tutela, ha contribuito pesantemente in due modi alla crisi delle edicole: il prodotto editoriale viene in qualche modo “svilito” per il fatto di essere considerato una merce alla stregua del bagnoschiuma o dei biscotti. La cultura invece non può essere considerata una merce da supermercato, non si vende al kg: l’edicola svolge un servizio pubblico, i contenuti di quotidiani e riviste rappresentano un contributo alla crescita personale di ciascuno, soprattutto in un Paese come il nostro dove la democrazia e la Costituzione garantiscono la libera espressione di ciascun pensiero. Inoltre, purtroppo, la clientela degli ipermercati ha preso l’abitudine di considerare lo scaffale dei giornali come una zona di lettura libera, dove poter gratuitamente consultare qualunque quotidiano o rivista, per poi riporlo senza pagarlo. Una cattiva abitudine, una furberia permessa in questi luoghi dove manca totalmente un controllo professionale, che danneggia irreparabilmente un’intera categoria di lavoratori autonomi.

Qual è l’identikit dell’acquirente da edicola? Cosa bisognerebbe fare per mantenere i lettori attuali o cercare di raggiungerne altri?

I clienti delle edicole sono persone estremamente informate. La maggior parte ha ben chiaro cosa desidera: cercano qualità e soprattutto amano la carta stampata. Non sono soddisfatti dalla visione fugace di un singolo contenuto nello scorrere di una pagina sul piccolo schermo che tengono in tasca; vogliono godere del piacere di una lettura attenta, approfondita, varia. Non è certamente una questione di intelligenza o di livelli di scolarizzazione: si tratta unicamente di soddisfare un’esigenza che tante persone di tutti i tipi continuano a sentire in maniera forte. Per certi versi la lettura su carta stampata si può paragonare all’ascoltare musica su vinile: un tipo di supporto che per tanto tempo è stato completamente dimenticato ed era rimasto solo nel cuore di pochi appassionati, che ora sta vivendo una straordinaria riscoperta, nonostante il boom delle piattaforme di musica online e in streaming di ogni tipo, grazie alle innegabili qualità intrinseche del mezzo. Per permettere la stessa riscoperta della carta stampata occorre che vengano promossi contenuti di qualità senza il timore di dargli il giusto valore.

Come si può migliorare il circuito edicolare? Come si sono trasformate le edicole negli ultimi 20 anni?

La filiera editoriale (editori – distributori – edicolanti) in questo momento è estremamente disunita; ciascun soggetto soffre di problemi specifici che causano danno reciproco. Non c’è una soluzione semplice, ma l’obiettivo comune dovrebbe imporre maggiore serietà nella ricerca di nuovi accordi, senza pregiudizi, che permettano all’intera filiera di superare la crisi senza perdere altri pezzi. Le edicole sono a tutti gli effetti la rete di vendita degli editori sul territorio: dovrebbero poter contare su una maggior semplicità nelle forniture, minori costi imposti e sul fatto che l’editore stesso non faccia loro concorrenza con abbonamenti a prezzi stracciati. Il fatto che invece tutto questo non succeda ha costretto le edicole e gli edicolanti a un profondo cambiamento: si cerca di sopravvivere trasformandosi quando va bene in centri servizi e punti informativi per il cittadino, quando va meno bene in chioschi di souvenir e cianfrusaglie. In tutti i casi si perde la propria identità e in un certo modo anche una professionalità unica, a discapito purtroppo degli acquirenti di carta stampata.

Come è il fronte degli edicolanti? C’è una visione comune, almeno ipotizzabile?

Gli edicolanti sono una categoria logorata da anni di crisi, chiusure, lotte sindacali che hanno portato a poche vittorie. Sempre meno edicolanti sono disposti a fidarsi di editori e distributori e pochi sono quelli che sono ancora disposti a lottare. La maggior parte è in un certo senso assuefatta al clima di indifferenza verso i problemi della categoria, così cerca di ingegnarsi per permettere alla propria attività di andare avanti un giorno alla volta. Si sente ormai impellente l’esigenza che il Governo si faccia carico della responsabilità verso tutti questi lavoratori, che se ne faccia in qualche modo garante, e che faccia da tramite per costruire un dialogo fruttuoso all’interno della filiera editoriale. Servono soluzioni che vadano incontro alle esigenze di tutti e si devono fermamente impedire gli atteggiamenti concorrenziali o, ancor peggio, i ricatti da parte di editori e distributori nei confronti degli edicolanti.

Edicola Amica offre a tutti gli edicolanti di entrare in una rete unica, capace di mettere in contatto edicole sul territorio con utenti online; purtroppo non possiamo garantire ad un edicolante che unendosi a noi non sarà mai costretto a chiudere; quello che possiamo certamente  affermare però è che ciascun edicolante della nostra rete è valorizzato, tenuto in considerazione, aiutato e mai lasciato solo con i suoi problemi.

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