Grande album di debutto per il Porto di Venere

  • by Guido Bellachioma
  • 8 Days ago

Testo: Guido Bellachioma

Il 2Days Prog+1 di Veruno, traslocato per questa edizione 2021 al campo sportivo di Revislate, dal 3 al 5 settembre mi ha permesso di incontrare un sacco di amici, sopra e sotto il palco, e di ascoltare tanta musica, tra gruppi storici e meno.

Tra le cose che mi sono piaciute una mi ha colpito in particolare per la connessione tra la musica e le parole, quella parte di un disco spesso dimenticata e considerata quasi superflua: Il Porto di Venere.

La band ha suonato in apertura dell’ultima serata, alle 18, sotto una temperatura canicolare, prima di Nosound e dei tre momenti con l’Orchestra (Alberto Fortis, Rovescio della Medaglia, Osanna).

Senza togliere nulla agli altri questo gruppo di una “certa” età mi ha emozionato più di tutti. Meno rigido negli schemi, meno definibile, meno pulito, ancora con dinamiche e colori da registrare, ma con l’urgenza espressiva di dare tutto che mi ha conquistato.

Il loro primo album l’ho ascoltato tante volte perché è come una cipolla, per assaporarlo pienamente bisogna sbucciarlo per scoprire ogni strato… ed ogni strato ha il suo sapore, come i brani del Porto di Venere…

E PENSA CHE MI MERAVIGLIO ANCORA è un grande album dalla spiccata sensibilità e, forse proprio per questo motivo, non è adatto a tutti, ma è perfetto per chi ha ancora voglia di riflettere senza intristirsi, perché le composizioni sono ricche di una vita che non ha voglia di arrendersi.

Prog? Un po’. Canzone d’autore? Fuochino. Altro? Sicuramente “tanto altro”.

Quando la musica sposa testi che hanno ancora voglia di riflettere senza “scriversi” o “piangersi addosso”. A scanso di equivoci, l’album è musicalmente ricco e suonato bene. In mirabile disequilibrio…

Bravi ragazzi!

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