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Il numero autunnale del magazine musicale Mat2020 è doppio ma sempre in download gratuito

  • by Guido Bellachioma
  • 1 Month ago

Questa volta Mat2020 è ancora più ricco del solito di spunti interessanti, come sempre legati alla musica di qualità, visto che è doppio…

Comunicato stampa del numero autunnale di Mat2020

di seguito il link per scaricare la rivista http://www.mat2020.com/ultimo-numero.html

Il numero autunnale di MAT2020 ne contiene in pratica due, quello tradizionale più un inserto speciale, corposo e significativo.

La parte extra è dedicata ad una mappatura/descrizione di un numero importante di negozi di dischi, ed è anticipato da un’introduzione che approfondisce i motivi dell’indagine.

I contenuti tradizionali sono invece focalizzati sulle recensioni, giacché i live sono ancora in fase di contenimento, ma nei due unici prog festival andati in scena negli ultimi mesi eravamo presenti.

Partiamo proprio da questi:

-Il Porto Antico Prog Festival di luglio, commentato da Enrico Meloni, con il reportage fotografico di Maurizio Raso.

-Il Trasimeno Prog Festival, raccontato da uno dei fondatori dell’Associazione omonima, Alfredo Buonumori

E parliamo di album.

Valentino Butti si è occupato di:

– Balletto di Bronzo – “Official Bootleg”

– LOGOS- “Sadako e le mille gru di carta”

Mario Eugenio Cominotti ci riporta agli australiani Melissa e alla loro riedizione di “Midnight Trampoline”, album del 1971.

Athos Enrile ci parla del ritorno di Bob Dylan con l’album “Rough And Rowdy Ways”, mentre Antonello Giovannelli descrive “Pianissimo”, di Henry Carpaneto.

Luca Nappo ci introduce al mondo dei Jana Draka che esordiscono con “Where The Journey Begins”, mentre Franco Vassia intervista gli Anatrofobia, già presenti nello scorso numero di MAT2020 con la recensione al loro nuovo album.

Doppio lavoro per Oscar Piaggerella, che apre una finestra sul jazz con “Horizontal Dialogues”, del Raffaele Califano Quartet, e poi dedica ampio spazio alla figura di Edmondo Romano, tra musica e teatro.

Lavoro a quattro mani quello che vede il già citato Enrico Meloni e Antonio Pellegrini, che intervistano il chitarrista Jamie Moses, seconda chitarra dei live di Brian May e dei Queen + Paul Rodgers.

Luca Paoli recensisce “Life”, di In-Side, e “Jet Black”, dei Ramrod, articolo completato dall’intervista alla band realizzata da Athos Enrile.

Proseguendo nell’ottica delle recensioni troviamo:

– Heil To The Empire, “Materia”, di Alessio Secondini Morelli

– CORPO, “III”, di Andrea Pintelli

– Alex Carpani Band, “Orizzonte degli Eventi”, di Evandro Piantelli

– Magia Nera, “Montecristo”, di Andrea Pintelli

– Oteme, “Un saluto alle nuvole”, di Edmondo Romano

– Khadavra, “Hypnagogia”, di Andrea Pintelli

– Homunculus Res, “Andiamo in giro di notte ci consumiamo nel fuoco”, di Andrea Pintelli

– Il Sogno di Rubik, “Tentacles and Miracles”, di Mauro Costa

-Anno Mundi, “Land Of Legends”, di Marco Francione

– Frogg, “The Golden Path”, di Andrea Romeo

– Old Bridge, “Bless the Hell”, di Max Polis

– Monjoie, “Love Sells Poor Bliss For Proud Despair”, di Evandro Piantelli

– Clemente, “I Confini del giorno”, di Alberto Sgarlato

Da segnalare un’intervista realizzata da Max Polis con Carlos Vaz Ferreira, direttore di ProgSky.com

Per la sezione “rubriche” si segnala il ritorno di Carlo Bisio, che amplia la sua consueta rubrica dedicata all’incrocio tra musica e sicurezza sul lavoro, con aspetti delicati che fanno riferimento al cambiamento del nostro pianeta e ai comportamenti umani che ne costituiscono la causa.

Riccardo Storti completa il suo commento iniziato lo scorso numero relativo a “Cloud Nine”, di George Harrison, mentre Cristina Mantisi ci regala un altro capitolo focalizzato sulla Digital Art.

A conclusione Mauro Selis – sempre presente sin dal primo numero -, ancora una volta impegnato nel raccontare il prog del nuovo millennio (decima puntata dedicata all’Australia), e l’intreccio tra la musica e gli anfratti della mente.

Uno sforzo enorme per proporre ai lettori novità e spunti di riflessione, un giornalismo musicale fatto di impegno e voglia di condivisone: questo è MAT2020, da oramai OTTO ANNI!

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