Il nuovo album degli Osanna è IL DIEDRO DEL MEDITERRANEO

Testo: Franco Vassia

Il DIEDRO DEL MEDITERRANEO è un enorme scrigno che, alla rinfusa, contiene tutti gli umori e le passioni seminate lungo cinquant’anni di musica, di impegno sociale e civile, scelte etiche e politiche, progressive rock, trame cantautorali, ventate di beat e di cultura popolare.

Supportato da una band di primissimo ordine e grado, in un solo album Lino Vairetti è riuscito a condensare gran parte del passato e del presente della gloriosa band. Sicuramente influenzato da Osannaples, il cult movie di M. Deborah Farina (peraltro accluso al dvd), fin dall’iniziale suono del didgeridoo IL DIEDRO DEL MEDITERRANEO mantiene costantemente un andamento cinematografico. La storia degli Osanna che si proietta per poi riavviarsi in un carosello di suoni, di immagini, di storia e di ricordi spesso ancestrali.

Spirit è un frammento. Il didgeridoo di Lello Brandi (membro degli Osanna originali) squarcia il silenzio per aprire il sipario su un incantevole tappeto musicale, ricamato dall’arpista Vincenzo Zitello.

Il Diedro del Mediterraneo, recitato da Lino Vairetti, è una scudisciata sul volto del disinteresse e dell’ignavia, una frustata alla maschera dell’egoismo: “Nel Diedro del Mediterraneo Ulisse baciava la terra, oggi è un viaggio di profughi e santi, è un letto di sangue… è la guerra!”.  

L’intro gentile che annuncia Ti ritroverò, muta ben presto in un rock quasi ossessivo e a tratti schizofrenico per poi planare, fino ad arenarsi, su spiagge progressive maggiormente predisposte alle urgenze del jazz.

L’uomo del Prog è il pezzo forte dell’album: una tavolozza sulla quale la band mischia e confonde tutti i colori del progressive di maniera, non priva di escursioni care al M° Luis Bacalov e al compianto Danilo Rustici, chitarrista degli Osanna storici e partner compositivo di Lino per i loro classici.

Con Tu fanno capolino i primi anni Settanta, quando le canzoni stavano annusando il vento per cominciare a volare.

In Signori della terra il rimando è facilmente intuibile: con l’ombra del menestrello di Duluth seduta di fronte, Vairetti snocciola un testo dove le accuse diventano un rosario, uno schiaffo a questi tempi malati: “Nascondete i vostri volti come ombre distorte, dietro scrivanie voi consumate strategie di morte”.

Tempo è la versione cantata del brano, allora recitato, contenuto nel doppio dvd omonimo.

Con Zuoccole, Tammorre e Femmene, dal poema di Antonio de Curtis/Totò e recitata da Francesco Paolantoni, gli Osanna si riallacciamo alla cultura partenopea.

Un punto di partenza ideale per la successiva Zuoccole e Tammorre – con la spendida voce di Fiorenza Calogero – ideale piattaforma dove sfogare musicalmente il loro estro sia tecnico che musicale.

Mare Nostrum, versione cantata de Il Diedro del Mediterraneo, è un altro piccolo capolavoro che riprende tutte le caratteristiche, i caratteri, i requisiti e le peculiarità degli Osanna. Nel gran finale – con la chitarra del magnifico Pako Capobianco – le note di Bandiera Rossa, l’ennesimo tributo all’utopia del grande Danilo Rustici (contenuta anche nell’album L’UOMO, esordio discografico degli Osanna nel 1971).

Caracalla ’71 è un biglietto di appunti, fiori secchi che testimoniano il ricordo di una partenza: il viaggio degli Osanna verso l’Olimpo del progressive rock.