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In edicola il vinile di CANTO DI PRIMAVERA del Banco, volume 78 di Prog Rock Italiano

  • by Guido Bellachioma
  • 2 Months ago

Testo: Guido Bellachioma

Dal 28 settembre in edicola per due settimane CANTO DI PRIMAVERA del Banco (1979) , volume 78 della collana di 33 giri Prog Rock Italiano, che curo per la De Agostini Vinyl. Ho coinvolto Gianni Nocenzi a ritornare con la macchina del tempo incontro a questo album così significativo anche per i testi…

La collana in vinile Prog Rock Italiano si concluderà con il numero 80.
Quindi dopo CANTO DI PRIMAVERA ne mancano due:

79 NUDA – Garybaldi (copertina gatefold a tre ante come quella originale)
in edicola il 12 ottobre

80 IT’S AN OLD DREAM – Nuova Idea (album inedito del 1976, copertina gatefold e busta interna con illustrazioni e note)
in edicola il 26 ottobre

E mi viene da pensare… uno dei brani manifesto del Banco del Mutuo Soccorso, anche in virtù di un testo particolarmente significativo

La primavera è inesorabile

Gianni Nocenzi dal 2016 è tornato a proporci la sua splendida musica con MINIATURE, viaggio per il cuore e la mente attraverso il pianoforte acustico. Oggi ha ancora un amore sconfinato, però lucido e non appannato dalla nostalgia, per la musica vissuta con il Banco del Mutuo Soccorso. Le sue parole, ‘rapite’ il due agosto 2020 nella sua casa di Galloro ai Castelli Romani, lo dimostrano ampiamente.

Tutto chiaro

Erano molti anni che non ascoltavo per intero Canto di primavera ma sono bastate poche note per ricordare perfettamente tutto, con in più la maggiore lucidità garantita dalla distanza temporale. La memoria è selettiva e sicuramente dopo tanto tempo rischi di perdere qualche dettaglio, in compenso la sostanza delle cose ti appare più chiara rispetto a quando, essendo all’interno del flusso, più che attore dell’evento sei agito da esso. Un ascolto che mi ha emozionato e nello stesso tempo sorpreso, anche un po’ inorgoglito.

Mondi che si cercano

Cerco di spiegarmi. Negli ultimi anni mi è capitato di vedere due mostre, una su Caravaggio e una su Hiroshige, due mondi lontanissimi dal punto di vista della tecnica espressiva e del contesto culturale, che mi hanno emozionato entrambe. Una olio su tela, con la drammaticità delle luci che ben conosciamo, l’altra tenui tinte pastello in delicate stesure bidimensionali, sovrapposte nell’incisione. Ecco, passare da … DI TERRA a CANTO DI PRIMAVERA in un solo anno, è stata un po’ la stessa cosa; la sorpresa e l’orgoglio di cui parlavo riguarda la grande flessibilità di scrittura dimostrata nell’occasione, che ho riscoperto con questo ascolto. Non che sia stato facile, tutt’altro.

The Turning Point

C’è sempre da tenere presente il contesto storico di un’opera. Il 1979 aveva già visto trionfare nella società la voglia di lasciarsi frettolosamente alle spalle i complicati e a volte drammatici anni ‘70.

… basta arrovellarsi sui massimi fattori / divertiamoci / un po’ di sano edonismo / vabbè, le ingiustizie e le guerre ci sono sempre state e sempre ci saranno / basta continuare a rovinarci la vita / la musica deve servire a distrarci / perché complicare i ritmi o le armonie? la cassa in quattro va benissimo / balliamo / non pensiamo. Un bel cambio di prospettiva, un vero e proprio capovolgimento dei riferimenti, ideali e culturali, che avevano ispirato fino ad allora il nostro fare musica. Neanche il graffio iconoclasta del punk riusciva a frenare il fatale ritorno alla musica come puro intrattenimento, corredata obbligatoriamente da testi dozzinali, che non dovevano interrogare e creare turbamenti. Ovviamente questo era contronatura per noi ma, seppur a modo nostro, ci dovevamo comunque confrontare con quello che girava intorno ed accettare la sfida come avevamo sempre fatto.

PROSEGUE SUL FASCICOLO 79 di PROG ROCK ITALIANO

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