Inti Illimani live @ Teatro Duse di Bologna, 15 Marzo 2022

testo: Antonio de Sarno Foto: Antonio de Sarno

Una manciata di date questa volta, ma la collaborazione con Giulio Wilson e Amnesty International, ci riporta in Italia gli Inti Illimani, storica formazione come sempre capitanati da Jorge Coulon. In apertura il giovane cantautore e produttore di vini Giulio Wilson, che ha di recente realizzato un brano con il gruppo cileno che dà il nome al tour, Vale La Pena, ci regala un assaggio del suo repertorio e degli intensi monologhi: una piacevole scoperta che, sicuramente, ci riserverà sorprese per il futuro.

“Buonasera, dove eravamo rimasti?” chiede Jorge alla platea gremita del teatro Duse, “È un bel po’ che manchiamo da Bologna”, così per rompere il ghiaccio e affrontare l’inevitabile curiosità del pubblico, eterogeneo e attento, come sempre. “Questo tour, che avevamo programmato due anni fa, ha continuato a spostarsi e, in vista di una vicina conclusione della pandemia, abbiamo organizzato questi concerti nei teatri. Sembra comunque che siamo prigionieri su una piccola barca, fra le grandi onde della Storia, e stiamo vivendo tutta una serie di migrazioni di proporzioni bibliche.

Da quando il muro di Berlino è caduto è successo quel che doveva succedere, si sono alzati muri da tutte le parti, un muro nel Mediterraneo, uno fra Palestina e Israele, nella frontiera tra il Messico e gli Usa. Non è mai passato minuto senza guerra nel mondo” chiaramente alludendo alla tragedia che sta vivendo l’Ucraina in questi giorni, “quando parliamo di ‘pace’ non parliamo di assenza di guerra vicino a noi, ma di cultura, di un modo di vivere, di relazionarsi. Bisognerebbe costruire questa cultura, questo sentimento comune in cui la parola guerra sia come una bestemmia”.

Il rapporto con l’Italia rimane chiaramente sempre qualcosa di speciale, “qualche giorno fa (come passa il tempo) si ricordavano i cento anni dalla nascita di Pasolini, e i dieci anni dalla scomparsa di Lucio (Dalla, naturalmente, personaggio non proprio innamorato della musica andina nda). Qualche anno fa si ricordavano i cento anni della nascita di Allende e, come in ogni gruppo, qualcuno ha tirato fuori una buona idea: suonare cento canzoni davanti al palazzo del Governo e, quindi, abbiamo suonato otto ore e mezza di seguito. Alla fine delle quali qualcuno, immancabilmente, si è lamentato che non avevamo suonato qualcosa!” Il che ci porta finalmente a parlare di musica; “Siccome non vogliamo essere una specie di museo ambulante di quello che eravamo, cerchiamo di suonare canzoni che fanno parte della nostra storia comune e canzoni che parlano di quello che siamo oggi. Comunque, la memoria fa parte di noi, e senza memoria non c’è futuro. Qualcuno pensa che si debba dimenticare, invece non si deve dimenticare niente, bisogna costruire sulla memoria. Per questo suoniamo le canzoni di colei che è la nostra madre musicale e per questo suoniamo questa canzone poetica ed etica, Violeta Parra” applauso e parte “Rin del Angelito”. Ovviamente, la memoria di cui parla Jorge comprende anche il repertorio di Victor Jara, cantautore cileno assassinato nei giorni che sconvolsero il Cile nel ’73. Il golpe di Pinochet che vide il gruppo costretto a rimanere per anni proprio nel nostro paese. Il resto del concerto è una grande festa che comprende anche i cavalli di battaglia Senora Chichera, El Pueblo Unido Jamas Serà Vencido, Sambalando e La Festa di San Bienito… Il pubblico, a un certo punto, non riesce più a stare seduto nelle proprie poltrone e, grazie anche alle esortazioni dei componenti del gruppo, inizia a ballare sotto il palco e sugli spalti: una festa senza, tuttavia, spostarsi dai propri posti.

“Speriamo la prossima volta di vedervi sorridere, sappiamo che tra quelle mascherine ci sono tanti amici e ci sarà il momento di ritrovarci nuovamente nelle piazze di questo paese.

Vogliamo ringraziare ognuno di voi per questa bellissima serata, e vorremo anche ringraziare Amnesty che ci ha dato supporto per questo tour, con cui abbiamo un’antica relazione e che ci ha seguiti nel tour mondiale alla fine degli anni Ottanta. Amnesty, come Emergency, come Greenpeace e altre, fa un lavoro importante dove ce n’è bisogno: fanno di tutto per aiutare la gente ed è importante aiutarli”, così Jorge si congeda, “Chiudiamo cantando e ballando se volete, che la vita vada al di sopra di tutte le tragedie. Mentre balliamo e cantiamo nessuno ci può uccidere”.