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Lunedì 3 agosto esce in edicola 2 degli Agorà, volume 74 della collana Prog Rock Italiano in vinile per De Agostini Vinyl

  • by Guido Bellachioma
  • 2 Months ago

Testo: Guido Bellachioma

La collana che curo per De Agostini Vinyl, solo 33 giri di Prog Italiano, e dintorni, degli anni 70, si avvia alla conclusione, dato che terminerà con il numero 80. Inevitabile un po’ di commozione per questo lunghissimo cammino fatto insieme, che ha già visto una “coda” aggiunta di 20 volumi che ha portato la collana da 60 a 80 uscite…

Non è facile trovare questi vinili perché molti vengono acquistati in abbonamento sin dall’inizio ma se provate sul sito www.primaedicola.it o scrivendo all’account Facebook della De Agostini Vinyl qualcuno c’è riuscito… in bocca al lupo

L’anima libera degli Agorà: Non è facile che un gruppo prog, jazz-rock o d’elettronica esordisca per un’etichetta leggendaria come l’Atlantic (Led Zeppelin, Crosby Stills Nash & Young, Otis Redding, Ray Charles, Aretha Franklin, Yes); non è semplice oggi e neanche lo era negli anni ’70. La band marchigiana degli Agorà ci riesce nel 1975 con Live in Montreux e replica nel 1977 con Agorà 2, però nel 1979 conclude il viaggio; si riforma nel 2002. La spinta propulsiva principale è il chitarrista Renato Gasparini, che racconta tante belle storie.  

Tutto nasce in chiesa: “Il secondo album prende vita da innumerevoli giornate di prove nella nostra Serra San Quirico. Un periodo intenso con il nuovo bassista e l’entrata di Nino Russo alle percussioni ed al sax. I brani vengono composti come al solito partendo da jam registrate, da cui vengono estrapolati temi ed atmosfere sonore. Il tutto nella nostra sala all’interno di una chiesa sconsacrata, luogo che era diventato una sorta di centro culturale; prove con amici, musicisti, poeti, scrittori e grafici con per condividere esperienze”.

Registrazioni al Capolinea: “Ho magnifici ricordi dello Studio Capolinea a Milano, di Angelo Arienti (nostro fonico e grande chitarrista jazz, collaboratore di Astor Piazzolla e Franco Cerri) e dell’omonimo club a 20 metri, dove ogni sera musicalmente accadeva qualcosa di eccitante. I suoni furono registrati senza particolari modifiche tranne quelli del piano elettrico Fender Rhodes, trattato alla base con chorus e flanger. Io utilizzavo una Gibson SG Custom modificata ed il mio inseparabile amplificatore Fender Super Reverb, oltre ad una EKO 12 corde accordata ad intervalli di quinta. La registrazione durò 15 giorni e fu interessante il contatto con il jazz club Capolinea a pochi metri dallo studio; ogni sera dopo le registrazioni andavamo a mangiare e ad ascoltare musica. In quel modo conoscemmo Giorgio Gaslini, Sante Palumbo, Larry Nocella, Nicola Arigliano, Massimo Urbani, Stefano Cerri, Walter Calloni”.

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