Opeth Live @ Alcatraz, Milano, 09-11-2019

  • by Claudio Lodi
  • 1 Month ago

Testo e Foto: Claudio Lodi

Ecco che il tour, praticamente sold out in tutta Europa, degli Opeth arriva anche a Milano portando finalmente sul palco il loro nuovo album In Cada Venenum, accompagnati come band di apertura dai The Vintage Caravan.

I Vintage Caravan aprono la serata con una esibizione potente, compatta, nella classica formazione basso-batteria-chitarra.
Il pubblico all’inizio sembra rimanere sorpreso dalla carica dei tre ragazzi, ma già al terzo brano la band riesce a coinvolgere tutto il pubblico che applaude ed urla con loro riconoscendo un’ora di grande, e ripeto, grande rock suonato senza esitazioni da questi tre giovani ragazzi islandesi.
Sicuramente qualcosa di già sentito e visto, ma di grande impatto. Il consiglio è di ascoltare il loro ultimo album Gateways e speriamo di rivederli presto come Headliners in Italia.

Ed eccoci al momento clou della serata, una esplosione di urla del pubblico introduce Mikael Akerfeldt sul palco e accoglie gli altri ragazzi della band. Gli Opeth nell’andare degli anni, nei quali hanno cambiato gradualmente il loro indirizzo musicale, hanno diviso il loro pubblico tra chi continua ad amarli, chi li ha scoperti solo dopo il cambiamento, e chi non vuole più sentirli perché si sono sentiti traditi convinti che siano passati ad una musica più “commerciale”. Però il locale pieno di sabato sera e il tour completamente sold out, fanno capire che il pubblico ancora li ama e che la tenacia della band di portare avanti il loro nuovo discorso musicale, alla fine ha dato i risultati voluti.

Il loro ultimo album In Cada Venenum è stato il primo album “bilingue”, svedese/inglese, e il concerto si apre con Svekets Prins , che apre l’ultimo album, e che dimostra anche il grande amore di Mikael per il prog nostrano. Subito dopo gli amanti del vecchio periodo degli Opeth, vengono omaggiati da una potente e violenta The Leper Affinity , da quel Blackwater Park, prodotto da Steven Wilson, e che li ha portati al successo mondiale. Seguono Hjärtat Vet Vad Handen Gör e la stupenda accoppiata Reverie/Harlequin Forest. Il momento intimo della serata arriva con Nepenthe e subito si parte con la sezione progressive con Moon Above Sun Belove, Hope leaves ed una versione stupenda di The Lotus Eater. Chiude la prima parte dello show la stupenda Allting Tar Slut , ultimo brano di In Cada Venenum , uno stupendo concentrato di Progressive e “spazi aperti” dove la decisione di proiettare galassie e stelle sugli schermi dietro al palco dà l’idea di cosa sia questo brano.
Infine i due bis finali infuocano di nuovo il pubblico con la stupenda Sorceress e la immensa, magnifica, Deliverance.

Cosa altro aggiungere? Che gli Opeth sono, se ce ne fosse bisogno di ribadire il concetto, forse la miglior band Progressive Metal in circolazione, capaci di mischiare il cantato growl con lunghe escursioni musicali nel progressive. Mai sottotono e sempre con la voglia di accontentare tutto il loro pubblico proponendo tracklist miste e perfettamente bilanciate, anche se la strada discografica oramai è stata presa nella direzione del progressive metal specialmente con il loro ultimo album.
Quindi una serata veramente magica, uno di quei concerti che rimarranno nei ricordi tra le cose più belle viste, ringraziandoli anche per averci fatto scoprire i The Vintage Caravan che, proprio per quel suono “vintage”, ci sono piaciuti ed hanno entusiasmato il pubblico.

Setlist:
Svekets Prins
The Leper Affinity
Hjärtat Vet Vad Handen Gör
Reverie/Harlequin Forest
Nepenthe
Moon Above, Sun Below
Hope Leaves
The Lotus Eater
Allting Tar Slut
Sorceress
Deliverance

  • facebook
  • googleplus
  • twitter
  • linkedin
  • linkedin
  • linkedin