PERICLE SPONZILLI: dai Fholks alla Reale Accademia di Musica

  • by Guido Bellachioma
  • 1 Year ago

Nella foto i Fholks, 1971, ripresi al Pitt 77, club di piazza Irnerio a Roma. Da sinistra: Pericle Sponzilli, Piero Pavone, Enzo Volpini, Ruggero Stefani e “Nene” Henryk Topel Cabanes. Foto di ALESSANDRO DELL’AQUILA

LE STORIE DI PERICLE SPONZILLI: chitarrista dei FHOLKS, trasformati a loro insaputa nella REALE ACCADEMIA DI MUSICA
dall’ultimo concerto coi Fholks (1972) al primo con la Reale Accademia di Musica! 1° giugno 2018 al Planet Live Club, presentazione di ANGELI MUTANTI, INGRESSO LIBERO

Intervista alla REALE ACCADEMIA DI MUSICA su PROG ITALIA 18, ora in edicola

 

Nel giugno 1972 noi Fholks eravamo pronti!

I brani per il nostro futuro album di debutto oramai li suonavamo già in concerto. Enzo De Luca aveva scritto dei testi convincenti in italiano e cominciavamo a portarci appresso una strumentazione, per quei tempi, davvero considerevole.

Oltre all’organo Hammond anche un pianoforte verticale, un impianto poderoso della Semprini con l’aggiunta di casse Wem, prese a Londra dove, per me, avevo trovato una delle prime testate costruite dalla Hiwatt, una 200 Watt strepitosa con cui avevo sostituito la precedente Marshall.

Unico neo… io non mi sentivo più a mio agio nel gruppo. Non era la musica, erano i rapporti interpersonali e l’atmosfera, che sentivo pesante. Forse anche la differenza di età cominciava a giocare il suo ruolo. Io avevo appena compiuto 21 anni, mentre Federico Troiani e Roberto Senzasono ne avevano 26. Cinque anni quando sei adulto sono quasi nulla, allora erano tanti…

Fatto sta che dall’oggi al domani decisi di abbandonare e di partire per l’India appena terminata l’incisione del disco, la cui registrazione Maurizio Vandelli, anima dell’Equipe 84 e nostro produttore, aveva fissato per agosto.

A settembre avevamo una data a Brescia e la Ricordi, la nostra casa discografica, sapendo che salivamo su, fece combaciare una riunione per fare il punto con il direttore generale Lucio Salvini, il direttore artistico Gianni Sanjust e Vandelli. Erano tutti molto soddisfatti del nostro album , ci fecero vedere il bozzetto in bianco e nero di Wanda Spinello per la copertina (moglie di Cesare Monti, che nel tempo lavora alle copertine di PFM, Banco, Albero Motore, Museo Rosenbach, Perigeo, etc)… ci assegnarono il nuovo nome di REALE ACCADEMIA DI MUSICA e, tra la sorpresa generale, io comunicai che me ne sarei andato. Dalla faccia di Vandelli capii che nessuno della Ricordi era rimasto contento 🙂
D’altronde anche noi avevamo inciso un disco convinti di essere i Fholks, mentre qualcuno aveva deciso che dovessimo chiamarci Reale Accademia di Musica 🙂

Del concerto di Brescia ho un vago ricordo… credo che dividemmo il palco con gli hendrixiani Garybaldi del chitarrista Bambi Fossati, che allora promuovevano l’album NUDA, appena uscito. Una cosa è certa: eravamo stati scritturati come Fholks e io suonai quell’ultima volta con quella formazione ancora come Fholks. In realtà non ho mai fatto concerti come REALE ACCADEMIA DI MUSICA.
Il primo sarà quello del 1° giugno 2018 per presentare il nuovo album, ANGELI MUTANTI.

A suggellare quell’ultima serata, al ritorno, ci fu un incidente serio sull’autostrada: un pullman di turisti giapponesi ci tamponò a tutta velocità su un cavalcavia della Bologna – Firenze.

Forse l’autista ebbe un colpo si sonno e noi, che avevamo un Ford Transit a 6 ruote, traboccante dentro e fuori sul portabagagli di strumenti, ci sentimmo sospinti in avanti da un urto micidiale.

Il vero ruolo nel destino della RAM di Nicola Agrimi, che avrebbe dovuto sostituirmi alla chitarra, credo che sia stato proprio quello di trovarsi in quel momento al volante.

Era appassionato di automobili e gran pilota; riuscì a tenere il controllo del Transit… miracolosamente non lo fece ribaltare, nonostante procedesse, inclinandosi sulle ruote, ora a destra e ora a sinistra!

Io ero seduto dietro Nicola, terrorizzato e senza sapere cosa succedesse: la visuale, dietro, ci era preclusa dagli strumenti.

Ricordo che scaricavo l’adrenalina incitandolo alle spalle: “daie Nicola, daie“!

Il nostro impianto, di cui eravamo così fieri era tutto sparpagliato sull’autostrada: la tastiera dell’Hammond aveva una serie di dossi e avvallamenti, mentre il mio amplificatore Hiwatt era ferita ma tutto sommato salvo!

Poi c’è stata l’India con la chitarra, una Gibson J45, sempre con me, il rientro ad inizio anni ’80 e nuove avventure di musica e di vita.

Mai avrei immaginato però, nella riunione di Milano o subito dopo a Brescia, di salire su un palco come Reale Accademia di Musica 46 anni dopo. Sono sicuro che sarà un concerto dalle grandi emozioni, condivise con i musicisti e con gli appassionati che interverranno. La prima volta non si scorda mai!!!

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