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Trasimeno Prog Festival 21/22 agosto 2020: Il fascino dell’emozione

  • by Claudio Lodi
  • 27 Days ago
Trasimeno Prog 2020

Testo: Alfredo Buonumori 

È stato davvero un susseguirsi di emozioni la prima edizione del Trasimeno Prog Festival, svoltasi nella magnifica cornice della Rocca del Leone di Castiglione del Lago. Il pubblico, che con competenza ha seguito le due serate, non è rimasto deluso; d’altronde la scelta è stata ben ponderata, visto che in questo weekend ci sono state molte proposte musicali, anche a pochi km di distanza.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Castiglione del Lago, si è svolta nel rispetto di tutte le norme anti-covid. Questo ha provocato un po’ di attesa per gli spettatori che man mano entravano, in particolare nella prima serata. Tutti però hanno compreso lo sforzo dell’associazione nell’organizzare un festival in questi momenti difficili… la passione oltre l’ostacolo vien da dire.

I primi a salire sul palco, introdotti come tutti da Claudio Juhasz, sono stati The Ikan Method, capitanati da Luca Grosso, che alla loro prima prova davanti al pubblico, pur se visibilmente emozionati, hanno offerto una performance gradevole, presentando cinque brani dall’album Blue sun. Ci sono piaciute in particolare The great opening e No more lies.

Emozione che non è mancata anche con gli Wish, che presentavano per la prima volta live l’album Stay here my friends.  Le armonie soffuse dei tre brani presentati (Like a yes, Dancing with myself e Stay here my friends) sono state apprezzate dai presenti. La nostra preferenza va alle prime due.

Quindi il connubio tra Filippo Marcheggiani, chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso, Daniele Sorrenti dei Semiramis alle tastiere, Damiano Daniele alla batteria (Collettivo Miniera Fonica), Giuliano Stacchiotti al basso (Wish) e l’Orchestra della Scuola di Musica del Trasimeno, diretta dal M° Silvio Bruni e con gli arrangiamenti di suo fratello Giuseppe, ci ha trasportato nelle atmosfere del BMS in una nuova veste. Tra i brani proposti Non mi rompete, Coi capelli sciolti al vento, Passaggio e Traccia II. Prima del finale si è aggiunto Bernardo Lanzetti per una bella versione R.I.P. 

Non sono mancati brividi lungo la schiena anche mentre venivano proiettate sullo schermo posto alle spalle dei musicisti immagini di Francesco Di Giacomo.

La prima serata si è conclusa con la performance di Bernardo Lanzetti & Chocolate Kings. Come al solito The Voice Impossible, rendendo omaggio alla musica della PFM, ha colto nel segno. La voce del cantante cremonese è intatta, la sua simpatia e comunicativa hanno fatto il resto. Sono stati proposti, tra gli altri, La carrozza di Hans, Traveler, Maestro della voce e Dolcissima Maria. Nel finale ottimo l’arrangiamento con l’Orchestra per l’immancabile Impressioni settembre.

La seconda serata si è aperta con L’Estate di San Martino, la prima prog band umbra in assoluto, che, celebrando i 45 anni di attività, ha voluto riservare una sorpresa a quanti hanno partecipato. Infatti sono stati eseguiti in anteprima 4 brani dal quinto album di prossima uscita, Kim.

Si tratta di una storia come al solito particolare, quella di una ragazza di 23 anni, Kim appunto, affetta da un tumore, che lancia una raccolta fondi per venire ibernata, con la speranza di rinascere quando la malattia sarà debellata. I nuovi brani (Inanna, Libera, Gocce e Caleidoscopio) hanno preceduto altri quattro dalla precedente produzione (Sere d’agosto, Amoris Odores, Salmoni e Sole). La band perugina ha offerto nel complesso una solida e buona prova.

È stata poi la volta de Il Rovescio della Medaglia. La performance ha dimostrato ancora una volta che il leader Enzo Vita, sempre in forma con la sua chitarra, ha reclutato cinque musicisti che si sono ben calati nelle atmosfere della sua musica, rivestendola di nuovi colori. Il gruppo ha proposto l’intero Contaminazione oltre ad un brano da La Bibbia, L’ammonimento.

La formazione umbra Abraxas Band, omaggio alla musica di Carlos Santana, ha ben figurato, proponendo una manciata di brani da Welcome a Soul sacrifice, fino al medley Black Magic Woman / Gipsy Queen / Oye como va.

La chiusura ha visto salire sul palco Lino Vairetti e gli Osanna, ad un orario forse non troppo consueto. La formazione ha offerto una prova leggermente ridotta, visto che era piuttosto tardi, proponendo una scaletta particolare, tra cui il medley dalla colonna sonora del film Milano Calibro 9, la sempre suggestiva There will be time e L’uomo, brano manifesto della band partenopea. Infine un viaggio attraverso la memoria con citazioni da composizioni che hanno scritto la storia del prog, sia italiano che straniero, da Vorrei incontrarti a Lucky man, da Gioco di bimba a Theme one. Non sono mancati ricordi per Francesco Di Giacomo (di cui ricorreva il compleanno). e Demetrio Stratos.

In entrambe le serate, durante i cambi palco, si è cercato di utilizzare il tempo a disposizione proponendo momenti di cultura e curiosità, come le interviste a Fabio Rossi, che presentava Emotion, love & power, libro sugli E.L.P., a Mariella Morbidelli, storica partner delle iniziative di Massimo Sordi, presidente dell‘associazione Trasimeno Prog, fino a quella con Giorgio “Fico” Piazza, Patrick Djivas  e la moglie di Demetrio Stratos, per un ricordo della voce forse assoluta del prog.

Una vera e propria festa che ha regalato tante emozioni. Forse solo la musica prog ne può regalare così.

Alla prossima

Le foto della galleria sono di Giorgio Brusconi tranne quelle dell’Abraxas Band (Patrizia Pucciarini) e di Lino Vairetti, (Marco Gabess)

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